06/05/2026
Ci sono date che non appartengono solo alla memoria, ma alla coscienza di una terra.
Oggi il Friuli ricorda una ferita profonda della sua storia: il terremoto del 1976.
Lo fa con rispetto verso chi non c’è più e con riconoscenza verso chi, tra macerie e dolore, ha saputo trovare la forza di ricostruire.
Abbiamo imparato che la tenacia non ha bisogno di clamore: vive nei gesti concreti, nella dignità del lavoro, nella capacità di rialzarsi senza dimenticare.
Come la vite, che dopo l’inverno torna a germogliare, anche il Friuli ha saputo ripartire, custodendo la memoria e trasformandola in insegnamento, responsabilità, futuro.
Ogni filare racconta un legame profondo con la terra: una terra che mette alla prova e nel contempo insegna il valore della pazienza, della cura e della rinascita.
È in questa eredità che riconosciamo ancora oggi il senso più autentico della nostra identità.
Ricordare, per noi, significa anche questo: portare avanti con rispetto ciò che è stato ricostruito con coraggio, sacrificio e amore per il proprio territorio.