03/08/2025
«Un momento d’attenzione!», urla qualcuno da sopra un vecchio furgone. Gli striscioni colorati tremano tra le mani. La folla impastata di rabbia e stanchezza inizia, quasi all’unisono, a smorzare i cori. «Abbiamo raggiunto un'intesa: il licenziamento sarà convertito in un provvedimento disciplinare». La voce di Elena Dorin, segretaria generale della Fiom di Milano, arriva a Fabio Orlando, il dipendente della Deloro Microfusione che venerdì 25 aveva ricevuto una lettera di licenziamento, a seguito di un errore burocratico sui permessi della legge 104. Dopo quattro giorni, lo sciopero si conclude da dov’era cominciato, davanti ai cancelli di via Di Vittorio 24, a Fizzonasco di Pieve Emanuele (a sud di Milano).
Qual è stata la reazione a caldo?
«Un urlo di liberazione, un abbraccio esplosivo con la mia famiglia, un pianto di felicità. “Ce l’abbiamo fatta, papà”: se ripenso alle parole di mio figlio, non riuscirò a concludere l’intervista».
Come l'ha saputo?
«Ci siamo radunati intorno alla delegazione (Fiom-Cgil, il sindacato dei Metalmeccanici, ndr) che si era da poco incontrata con la direzione. Hanno letto un comunicato, in cui si sanciva l’epilogo positivo della vicenda. Ogni parola pronunciata, un sospiro di sollievo. Persino i Carabinieri e la Digos, presenti durante gli scioperi, si sono commossi». 👉 L'intervista di Allegra Ferrante prosegue sul sito del Corriere