19/09/2026
Ieri sera, a un certo punto, guardando la cantina piena di persone, abbiamo avuto la sensazione che tutto fosse esattamente dove doveva essere.
Le opere di Aligi Sassu alle pareti.
Le persone che si fermavano, osservavano, parlavano tra loro. Qualcuno raccontava un ricordo, qualcuno cercava un dettaglio in un quadro, qualcuno semplicemente restava lì davanti un po’ più a lungo.
Ma soprattutto c’era un’emozione difficile da spiegare, perché veniva da lontano.
Per la famiglia Majolini questa mostra non nasce soltanto dall’amore per l’arte. Sassu appartiene anche a una storia personale, a un’amicizia, a un tempo condiviso con il padre di Simone. E forse è proprio per questo che ieri sera, dentro quella felicità così evidente, si sentiva anche qualcosa di più profondo.
È stata una serata piena di persone vere, curiose, appassionate. Di quelle serate in cui ci si accorge che la bellezza riesce ancora a chiamare a raccolta le persone, a farle incontrare, a farle restare.
Il Festival è iniziato così.
Con una cantina piena, molti occhi accesi e una storia che, dopo tanti anni, continua ancora a trovare nuovi sguardi.
Grazie a chi c’era.
Quello che abbiamo sentito ieri sera resterà a lungo con noi.