15/10/2026
🍂 COSE D'AUTUNNO, DALLE NOSTRE PARTI
Piccola novella di vigne e di tempo
L'altro giorno un brav'uomo mi ha fermato per strada.
«Allora, finita la vendemmia?»
«Finita» gli ho risposto.
«Bene! Adesso finalmente vi riposate.»
Lo ha detto con tanta soddisfazione che mi è sembrato un peccato guastargli la giornata.
Beata innocenza!
Perché l'uva, una volta entrata in cantina, non ha affatto concluso le sue pretese. Anzi, diventando vino, prende certe arie da gran signore: vuole attenzioni, controlli, pazienza. Ha i suoi tempi e qualche volta anche un brutto carattere.
E guai a ricordargli che è domenica!
Ma mentre il vino fa il gran signore, fuori, tra Pietrasanta e le colline del Candia, la terra non ha nessuna intenzione di starsene con le mani in mano.
E con quella, credetemi, c'è poco da scherzare.
Basta guardare i nostri vigneti per capirlo.
Qui la terra sale, scende, si impenna e qualche volta sembra mettersi di traverso apposta per mettere alla prova la pazienza degli uomini.
Così eccoci nuovamente al lavoro. Si pulisce, si concima, si sistemano i terreni e si piantano nuove barbatelle.
Da lontano qualcuno potrebbe pensare che siamo riusciti a domare queste colline, come un cavaliere doma un cavallo selvatico.
Ma non è proprio così.
Perché un cavallo selvatico, se vuoi che cammini al tuo fianco, devi prima imparare a conoscerlo. E con la collina succede pressappoco lo stesso.
Noi le prestiamo le nostre mani, la nostra fatica e un bel pezzo della nostra pazienza. Lei, in cambio, ci presta il suo carattere.
E non è un affare da poco.
Perché quel carattere lo ritroviamo nei nostri vini eroici, nati tra Pietrasanta e le colline del Candia, dove la terra e gli uomini hanno imparato, non senza qualche discussione, a convivere.
E, a forza di lavorare su queste colline, forse un poco di quel carattere finisce anche negli uomini che li producono.
Intanto l'autunno avanza.
Le vecchie viti si preparano al riposo invernale, mentre le giovani barbatelle se ne stanno dritte nelle loro protezioni, come scolaretti al primo giorno di scuola, senza sapere quanta strada dovranno fare prima di regalarci un grappolo d'uva.
E noi lavoriamo contemporaneamente per tre tempi diversi: il vino che sta nascendo in cantina, la prossima vendemmia e quella di un futuro ancora lontano.
Una bella compagnia, non c'è che dire. Peccato che nessuno dei tre abbia mai pensato di darci una mano a portare gli attrezzi!
Eppure, ogni tanto, lassù tra i filari, capita di fermarsi.
Si guarda la collina, Pietrasanta laggiù in fondo, il mare in lontananza. Si pensa al lavoro fatto e a quello che rimane.
E viene da riflettere su questa strana faccenda del tempo.
Noi uomini abbiamo inventato orologi, calendari e agende per cercare di tenerlo sotto controllo. La terra, che non possiede niente di tutto ciò, continua tranquillamente a fare di testa sua.
Una vite non cresce più in fretta perché abbiamo fretta noi. E un buon vino non matura prima perché continuiamo a guardare l'orologio.
Forse anche gli uomini, qualche volta, dovrebbero imparare dalla terra.
Trovare il tempo per fermarsi, guardarsi intorno, scambiare due parole e capire insieme dove mettere il prossimo passo.
Non per perdere tempo, ma per non sprecarlo correndo nella direzione sbagliata.
Del resto, su queste colline, fare una gran bella corsa in discesa è facilissimo.
Il difficile è riuscire a fermarsi!
Quanto al brav'uomo che mi aveva domandato se, finita la vendemmia, ci saremmo finalmente riposati, l'ho incontrato di nuovo qualche giorno dopo.
«Allora, come vanno le vacanze?»
«Benissimo» gli ho risposto. «Stiamo già preparando quelle dell'anno prossimo.»
Mi ha guardato perplesso.
Non ho avuto il coraggio di spiegargli che parlavo della vendemmia.
Cantine Basile – Pietrasanta
Vini scolpiti nel territorio.