" Dai a un uomo una birra ci perderà un'ora, insegnagli a farsela e ci perderà una vita intera"
CONFERMO, è proprio così. La ricerca di un prodotto che fosse diverso dalla solita birra, qualcosa di genuino che non contenesse additivi, che fosse il più naturale possibile. Tutto questo, unito ad una matta voglia di sperimentare, di "creare" un prodotto che mi rappresentasse, che mi identificasse,
mi spinse giorno dopo giorno a "dissetare" il mio bisogno di conoscenza. Cominciai ( come tutti i birrai ) sperimentando con dei barattoli di latta contenenti malto già luppolato, che con l'aggiunta di acqua veniva bollito e successivamente previo raffreddamento, inoculato un lievito scelto da chi produceva o commercializzava queste latte. Il risultato era un prodotto che già si differenziava dalla solita birra, ma non bastava, non lo sentivo mio, non mi apparteneva. Arriva allora il metodo All-Grain, che consiste nel riprodurre l'intero processo di un birrificio con l'ausilio delle pentole, dalla macinazione dei grani fino alla fase di fermentazione, scegliendo e selezionando accuratamente tutte le materie prime, i diversi tipi di cereali, i luppoli adeguati, optare per un lievito che caratterizzi o meno il prodotto finito in base alle esigenze dello stile a cui è ispirata la ricetta. " 3 pentole, 2 fornelli, una macchina della pasta modificata artificialmente che fungeva da mulino per la macinazione dei cereali maltati, uno scambiatore per il raffreddamento del mostro, e tanta, tanta pazienza. Passato al processo All-Grain cominciai finalmente a sentir mio il prodotto. Passano gli anni, si modificano le ricette, amici e parenti cominciano ad assaggiare le mie creazioni, piacciono, ed allora arrivano le prime soddisfazioni e la voglia di approfondire le nozioni. Nel 2015 la svolta, il primo corso che dà la qualifica ufficiale di Birraio Artigiano, la formazione continua con corsi di degustazione di diversi livelli, perché non basta far ricette , ma bisogna imparare a conoscere il prodotto finito, i suoi pregi, i difetti e tutti i sentori e profili aromatici che può regalarci; poi come si dice? Chi non si forma si ferma, ed oggi sono ufficialmente UBT (UnionBirrai BeerTasters). Arriva il momento di pensare in grande, le quantità di birra prodotta aumentano di volta in volta, ognuna di loro ha un nome, una storia, un qualcosa che le possa differenziare l'una dall'altra. Allora è arrivato il momento di mettersi in gioco, creare un marchio, mettere la firma su ogni bottiglia che spero avrete il piacere di gustare e apprezzare. Mancava però un tassello fondamentale: un nome. Nel nostro dialetto Kalura è un termine usato per descrivere un accaldamento, la sofferenza al caldo, l'afa...quindi qualcosa che ci far venir subito voglia di birra. Ma la kalura è qualcosa che noi al sud abbiamo dentro, il calore che ci rappresenta, ecco volevamo qualcosa che oltre a noi fosse legata anche alle nostre origini. E poi ci piaceva...
Questa è la storia riassunta in breve ma che vi assicuro dura da molti anni, e spero ne duri ancora tanti altri, una storia che oggi cominciamo ufficialmente a condividere con Voi, sperando di appassionarvi, di trasmettervi tutte le sensazioni provate e che ancora oggi continuo a provare grazie a questa meravigliosa bevanda.