01/06/2026
Il nostro Friuli! Anche noi partecipi del cicloturismo con noleggio E-Mountainbike per scoprire un territorio favoloso quello dei
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Qui la bicicletta non è un passatempo. È infrastruttura.
Nel Friuli Venezia Giulia non trovi solo qualche ciclabile messa lì per fare scena. Qui c’è un piano completo di piste ciclabili. Completo vuol dire una cosa semplice: non pezzi sparsi, non tratti casuali, ma un’idea intera di territorio. Uno può uscire di casa, salire in sella e sentirsi dentro una rete vera, non dentro un compromesso.
Ed è questo che fa la differenza. Perché la mobilità sostenibile, da queste parti, non è raccontata come una parola elegante da conferenza. È una scelta pratica. Se vuoi convincere una persona normale a lasciare l’auto, devi offrirle alternative che funzionano. La bici, il treno, i collegamenti giusti. E il Friuli Venezia Giulia prova a muoversi proprio così: con un disegno più largo, dove la strada non è solo asfalto ma anche abitudine nuova.
Il bello è che la bicicletta non viaggia da sola. Sta dentro una regione che spinge anche sul resto. C’è un piano da 500 milioni per migliorare il trasporto ferroviario. C’è la Alpe Adria, una delle rotte simboliche del territorio. C’è l’idea di ridurre il peso dell’auto in città e far respirare meglio i centri abitati. Tradotto: meno traffico inutile, più spostamenti sensati.
E intanto il fronte energia racconta la stessa direzione. Secondo i dati più recenti, la quota di energia da fonti rinnovabili è arrivata al 22% del consumo totale, contro il 19% della media italiana. La nuova capacità installata di rinnovabili è cresciuta del 300% rispetto alla rilevazione precedente. Non sono parole da manifesto: sono numeri che dicono che il passo è cambiato davvero.
Nel 2024 le comunità energetiche erano già 28. E tra il 2022 e il 2023 la Regione ha investito 28,75 milioni di euro in fotovoltaico e comunità locali. Qui il messaggio è chiaro: l’energia non deve restare chiusa nei grandi impianti lontani da tutto. Può diventare qualcosa che i quartieri, i paesi e i piccoli comuni sentono vicino. E quando la gente capisce che risparmia, partecipa.
Poi c’è il pezzo più ambizioso: la strada verso il 2045. La Regione ha messo nero su bianco l’obiettivo di arrivare alla neutralità climatica cinque anni prima del traguardo europeo del 2050. Vuol dire che il futuro non viene aspettato con le mani in mano. Si prova ad anticiparlo. Si prova ad arrivarci con un territorio più pulito, più ordinato, più pronto.
E allora la bici smette di essere un simbolo da cartolina. Diventa una cosa concreta. Una scelta che dice: meno rumore, meno stress, meno consumo inutile. In una regione che ha capito una cosa molto semplice, e molto rara: se vuoi cambiare davvero, devi cambiare anche il modo in cui la gente si muove ogni giorno.
Se vuoi un posto dove la sostenibilità non resta chiusa nei discorsi, il Friuli Venezia Giulia è uno di quei casi che fanno alzare le sopracciglia. E poi ti fanno pensare: possibile che si possa fare così, in Italia, e pure bene?
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 unica regione italiana con un piano completo di piste ciclabili
👉 500 milioni per migliorare il trasporto ferroviario
👉 22% dell’energia da fonti rinnovabili
👉 19% la media italiana
👉 +300% di nuova capacità rinnovabile installata
👉 28 comunità energetiche nel 2024
👉 neutralità climatica obiettivo 2045
📚 Fonti: forbes, friulioggi, intrieste, interreg central europe