14/03/2025
⚠️ Quando la trasparenza non è di casa .
Sono da sempre dedito al mio lavoro con tanta passione , sacrificio e umiltà, non ho mai cercato facile scorciatoie o riconoscimenti immeritati. Ho affrontato difficoltà e fallimenti a testa alta, ripartendo anche da zero, animato da forza, volontà d' animo, coraggio e fiducia nel futuro. Ma, a volte, la vita riserva situazioni che lasciano un profondo senso di amarezza che non posso tacere o ignorare.
Di recente ho scoperto che un' associazione di settore ha assegnato un merito ad un commerciante del mio territorio a causa di un
"errore di omonimia" . Dico questo, perché la stessa associazione lo ha ammesso 🔹 in più di una occasione in comunicazioni private, scritte e non, avute col sottoscritto 🔹 .
Nell' immediato ho pensato che anche le associazioni serie 🔹 possono sbagliare 🔹 ed ho accettato le scuse inviatemi .
Il problema nasce nel momento in cui, anziché riconoscere l' errore con chiarezza e trasparenza, l' associazione ha pubblicamente scelto di negare ogni sua responsabilità nella faccenda, assumendo anche toni ingiustificatamente aggressivi nei miei confronti. Mi spiego meglio.
Alla mia candidatura per partecipare ad una futura selezione della stessa associazione, inviata seguendo la procedura resa pubblica, mettendoci tanto di faccia e prodotti, i miei,
quelli" artigianali e fatti veramente in casa ",la mia ( questo lo posso dire ad alta voce senza bisogno di "usare le maiuscole"), la mia richiesta è stata immediatamente respinta con una motivazione che accetto, ma discutibile in quanto il diniego è stato corredato da riferimenti a discorsi e fraintendimenti che non mi riguardavano e in cui io non ero mai entrato nelle comunicazioni private avute con i responsabili. Pubblicamente è arrivato un bel post in cui l' associazione ribadiva che la scelta fatta e ufficializzata era difinitiva, legittima e irrevocabile.
Oltre al danno che avevo subito e che, ribadisco, 🔹 privatamente 🔹 la stessa associazione aveva ammesso, a quel punto è subentrata la beffa alla quale ora è necessario che pubblicamente anche io dica la mia .
Non metto in discussione il valore di nessuno, ma credo che le associazioni che si definiscono "serie" dovrebbero avere come loro priorità correttezza, trasparenza, coerenza e senso di responsabilità di azioni e parole, oltre che rispetto verso le persone.
Reputo la risposta ricevuta e il modus operandi della stessa associazione poco professionali e volti solo a tutelare decisioni ormai assunte pubblicamente , anche se riconosciute come errori, dalle quali non è possibile recedere, per ovvi motivi di facciata e immagine.
Pertanto "Così è ... se vi pare".
Quanto a me, continuerò a fare il mio lavoro da artigiano con gli stessi impegni e onestà, che
mi hanno sempre contraddistinto. Nella mia vita e nel mio lavoro ho sempre badato alla sostanza e non all' apparenza. Alla fine, la vera ricompensa arriva da chi quotidianamente sceglie la qualità e la passione, che sono componenti fondamentali del mio lavoro e rendono ogni mio prodotto unico e soprattutto veramente mio.
Per me la storia si chiude qui.
Vado avanti, a testa alta, col sorriso e la consapevolezza che sto dicendo la verità.