07/05/2026
🌞 Le Falanghina non sono tutte uguali.
A partire dagli anni 90, e probabilmente accade ancora oggi, ordinare una Falanghina al ristorante era quella scelta che faceva sentire sicuro anche il più inesperto dei bevitori, perché anche lui, che non ne capiva niente, conosceva il nome di questo bianco campano dalla beva facile e dal prezzo contenuto.
Trovarlo in un menù di una pizzeria o di un ristorante qualsiasi era cosa certa, ed è così che per 30 anni abbiamo ordinato e bevuto Falanghina “generiche” senza forse neanche chiederci se ci piacesse davvero oppure no.
Un successo che ha avuto il risvolto negativo di relegarla, nell’immaginario del bevitore, proprio a quel vino senza pretese e, spesso, senza un carattere proprio. Ed è per questo che noi avevamo smesso di berla.
Fino a poco meno di un mese fa, quando al Vinitaly abbiamo assaggiato per la prima volta la Falanghina di Villa Matilde. Ci siamo guardati, in uno di quei momenti in cui riassaggi, non perché non hai capito, ma perché vuoi essere sicuro di aver capito bene. Perché non era la Falanghina che conoscevamo, aveva finalmente qualcosa da dire, e noi avevamo voglia di berla e riberla ancora.
Se anche voi avevate smesso di crederci, questa potrebbe farvi cambiare idea.
_