12/10/2026
Ode al miglio
Il raccolto è finito, la polvere dei trattori si è finalmente posata e, nella calma di questa domenica, resta il tempo per riflettere su ciò che questa stagione ci ha lasciato.
Un’estate spietata, che non ha concesso una goccia di pioggia per mesi.
Un’estate che ci ha spinti a chiederci, con ancora più forza: fino a che punto possiamo pretendere dalla terra senza darle il tempo e i mezzi per rigenerarsi?
Se avessimo preteso di prendere e basta, puntando tutto e solo sul riso, oggi racconteremmo una storia di affanno. L’ansia dei turni d’acqua, il timore continuo di spingere il campo oltre il suo limite, la fatica di rincorrere un clima che non fa sconti.
Per noi, la scelta di seminare il miglio accanto al riso è stata una scelta di equilibrio.
Mentre il riso chiedeva acqua per la sua natura, il miglio ha fatto un passo indietro.
Pianta sobria ed essenziale, ha preteso pochissimo da noi. Si è accontentata di un sorso di pioggia e ha ceduto la sua quota di acqua al riso, permettendogli di crescere con più serenità.
E così oggi raccontiamo una storia di alleanza e di gratitudine.
Il clima cambia, e non esistono ricette uniche. Ma possiamo studiare, diversificare e cercare ogni giorno un modo giusto di stare sulla terra.
Guardare il sorriso di Noah sulla mietitrebbia, alla fine di una stagione così intensa, ci ricorda per chi e perché continuiamo a cercare nuove strade.
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