01/12/2025
Tra le piante spontanee che ho scoperto qui c’è anche la calendula. L’ho sempre associata a creme e prodotti cosmetici per via delle sue proprietà infiammatorie e astringenti. Ma da quando sono qui ogni volta che mi imbatto in una pianta mi chiedo subito: si potrà mangiare? La risposta è sì, si mangiano sia i fiori che le foglie. La calendula è originaria di una zona che comprende il bacino del Mediterraneo, i Balcani, il Nordafrica e l’Iran ed è stata spesso usata come zafferano dei poveri, grazie al suo potere colorante. Le foglie tritate esaltano il sapore di frittate, formaggi, sformati di verdure; i fiori, dal gusto un po’ amarognolo si possono aggiungere a salse, minestre, insalate, risotti e c’è anche chi li conserva sotto sale come si fa con i capperi. E poi naturalmente ci sono le tisane da fare con i fiori secchi e gli olioliti. È una pianta spontanea che a Roma ho visto spesso crescere nei parchi o sui cigli delle strade, quindi chiunque potrà andare a cercarla e prepararci un piatto in cucina, purché la raccolga lontano dal traffico e al sicuro da inquinamento e pesticidi. Si raccoglie in primavera e in autunno