23/05/2025
I clienti che pagano e poi rimangono al tavolino oltre l’orario di chiusura pensando che l’aver pagato sia stato sufficiente.
Sorridenti, gentili, disponibili, accomodanti, che chiudono un occhio, che fanno eccezioni: questi sono i commercianti che tutti i clienti vorrebbero. E noi cerchiamo di esserlo. Noi commercianti dai clienti vorremmo solo una cosa, anzi due: rispetto ed educazione. Prenotare un tavolo e non chiamare per disdire, arrivare con molto ritardo e non avvertire, pretendere di rimanere oltre l’orario di chiusura (da noi sempre specificato in anticipo), entrare a pagare e poi rimettersi seduti a chiacchierare impedendoci di sbarazzare il tavolo arrivando ben oltre l’orario di chiusura, infastidirsi quando veniamo educatamente a ricordare che dovremmo chiudere. Forti forse del motto “Il cliente ha sempre ragione” negli anni alcuni clienti (non tutti fortunatamente) hanno avuto uno o più di questi comportamenti. E noi abbiamo continuato a sorridere, ad essere gentili, disponibili, accomodanti, a chiudere un occhio (a volte due), a fare eccezioni (che poi molti clienti volevano diventassero la regola). Se questo però viene ripagato con mancanza di rispetto o maleducazione forse è ora di spiegare che un commerciante non è “un negozio”, ma è una persona con la stessa dignità e bisogno di rispetto di chi è cliente, con una famiglia che sta lì ad aspettare e con le tasse da pagare (se prenotate tavoli e poi non venite ci arrecate un danno economico). Chi non è commerciante non può capire, e forse nemmeno immaginare, lo spirito di sacrificio che ci voglia per fare questo lavoro, e quindi chiudiamo così “Il cliente ha sempre ragione…ma non è il padrone”.