Una clandestina in cantina

Una clandestina in cantina Attraverso in clandestinità il mio prossimo viaggio nel mondo del vino e dei sommelier…speriamo non mi becchino

C’è profumo di storia ad Aquileia, un profumo che ha radici antiche e vive ancora oggi tra i filari, si mescola al vento...
31/05/2026

C’è profumo di storia ad Aquileia, un profumo che ha radici antiche e vive ancora oggi tra i filari, si mescola al vento che arriva dalla laguna e attraversa oltre duemila anni di cultura del vino.

Un territorio che conobbe il massimo splendore quando divenne un modernissimo hub commerciale dell’Impero Romano: punto di incontro tra il Mediterraneo e l’Europa centrale, crocevia di merci, culture e popoli lungo le direttrici verso il Norico, la Pannonia, l’Illiria e il bacino danubiano.
Su queste terre nascono vini che raccontano una straordinaria continuità tra passato e presente: soprattutto Pinot Bianco, Malvasia, il gioiello Refosco dal Peduncolo Rosso.

Oggi, su circa 500 ettari di vigneto, tra suoli alluvionali modellati dai fiumi e la costante influenza della laguna, la vite continua a raccontare una storia straordinaria.

Una storia che meriterebbe di essere conosciuta molto più di quanto non lo sia perché il valore di Aquileia non risiede soltanto nella sua eredità millenaria: risiede nelle persone.

In produttori che hanno scelto di fare squadra, di condividere una visione e di custodire insieme l’identità di questo territorio con orgoglio, un sorriso sempre pronto e instancabile operosità.

Una coesione che si percepisce anche nei volti di chi ogni giorno anima questo territorio: nella guida competente e gentile del presidente Roberto Marcolini, nella passione e nella dedizione di produttori come Monica e Dario Puntin, nell’energia contagiosa del vicepresidente Francesco Tarlao, che molti conoscono come “DJ Refosk”!
Persone diverse, accomunate da uno stesso sentimento di appartenenza e dalla volontà di far crescere
Perché la qualità non è una conquista individuale: è il risultato di una comunità che cresce unita, che si sostiene e che guarda nella stessa direzione

Da 50 anni il Consorzio .aquileia rappresenta e rafforza questa visione.
Forse è proprio questa la lezione più bella che Aquileia può insegnarci: la storia non si eredita, si custodisce, e diventa futuro solo quando c’è una comunità pronta a coltivarla insieme

Ci sono luoghi che conosci già attraverso i loro vini, e poi ci sono quelli che senti il bisogno di vivere di persona Un...
05/05/2026

Ci sono luoghi che conosci già attraverso i loro vini, e poi ci sono quelli che senti il bisogno di vivere di persona

Un weekend nelle Marche mi fa dato l’occasione di immergermi nella realtà di nei
Una realtà che nel calice conoscevo bene, degustata più volte, premiata e raccontata anche nella nostra Guida
Eppure mancava qualcosa: l’incontro

Avevo voglia di guardare negli occhi cristallini di chi quei vini li pensa, li costruisce, li custodisce. E lì ho trovato esattamente ciò che speravo, e forse anche di più

Una famiglia straordinaria, profondamente radicata alla propria terra, capace di trasmettere un senso autentico di appartenenza.
Persone di una gentilezza rara, di una pulizia, umana e produttiva, che si percepisce in ogni gesto, in ogni parola, in ogni scelta.

E poi l’onestà. Quella vera, che non ha bisogno di essere dichiarata, perché è evidente. Nei vini, certo. Ma soprattutto nelle persone.

Ci sono aziende che fanno grandi vini, e poi ci sono quelle che lasciano un segno

Vignamato è una di queste

Ci insegnano ad aspettare l’occasione giusta.La cena importante, la ricorrenza, il momento perfetto…Ma la verità è che c...
28/04/2026

Ci insegnano ad aspettare l’occasione giusta.
La cena importante, la ricorrenza, il momento perfetto…
Ma la verità è che certi vini non chiedono permesso e ci sono momenti che meritano di essere vissuti fino in fondo,anche quando nessuno li ha dichiarati speciali.

Sono qui, tranquilla, tra la luce morbida che scivola sul terrazzo, il silenzio di casa che avvolge ogni cosa e lo sguardo dolce della mia cagnolina

Piccoli gesti, intimi, imperfetti. Veri.
È qui che scelgo di stappare uno dei vini che amo di più: il bianco Marke di

Non per celebrare qualcosa,ma per ricordarmi che la grandezza sta anche nelle cose semplici

Perché la vita non aspetta le occasioni, va celebrata, ogni volta che ne sentiamo il desiderio.
Non serve un brindisi speciale.
Serve solo scegliere di concederselo.

E questo, forse, è il lusso più autentico.

Il mondo di Fondazione Italiana Sommelier saluta con profonda stima Alessio Di Majo Norante La sua opera ha rappresentat...
19/04/2026

Il mondo di Fondazione Italiana Sommelier saluta con profonda stima Alessio Di Majo Norante

La sua opera ha rappresentato un riferimento solido e coerente per il vino italiano.

Non solo per la qualità delle sue produzioni, ma per la visione con cui ha saputo interpretare il ruolo del vignaiolo: custode del territorio, interprete autentico di una cultura agricola, promotore instancabile di identità

In un mondo che spesso rincorre l’omologazione, lui ha scelto la coerenza. Ha difeso identità, tradizioni e vitigni con una determinazione silenziosa, ma incrollabile, e così facendo, ha dato voce a una terra che aveva bisogno di essere raccontata con orgoglio, dignità e rispetto.

In Molise ha costruito molto più di un’azienda: ha contribuito a definire un linguaggio, restituendo dignità e riconoscibilità a un territorio troppo a lungo rimasto ai margini del racconto enologico nazionale.
La valorizzazione della ne è testimonianza concreta: un vitigno riportato al centro, reso espressione credibile e distintiva.

Ha dimostrato che anche il poteva parlare una lingua fine, coerente, capace di arrivare lontano senza mai perdere un accento autentico

Il suo è stato un lavoro paziente, fatto di scelte non sempre facili: rese contenute, rispetto dei tempi, rifiuto dell’omologazione.

Una viticoltura pensata, mai urlata

Il percorso di qualità intrapreso negli anni è stato riconosciuto con continuità e i “5 Grappoli” ne hanno premiato la coerenza stilistica e l’eccellenza produttiva.

Un legame, quello con , fatto di rispetto e di reciproco riconoscimento.
Perché nei suoi vini si è sempre ritrovato ciò che più conta: identità, rigore e visione.
Resta il valore di un lavoro che ha lasciato un segno concreto nel panorama vitivinicolo italiano.

Oggi il calice si alza con un filo di malinconia.. e con molta gratitudine

Tra le pieghe luminose del Conero,  non è solo una cantina: è un racconto che vibra tra terra, mare e visione, in cui il...
18/04/2026

Tra le pieghe luminose del Conero, non è solo una cantina: è un racconto che vibra tra terra, mare e visione, in cui il Montepulciano si fa voce profonda, capace di restituire l’anima di un paesaggio sospeso tra luce e vento.

Al centro, Antonio Terni. Impossibile racchiudere un tale personaggio in una semplice descrizione: fisico nucleare di formazione e matematico per passione, spirito libero per vocazione, innamorato del rock e delle liriche espressive di Bob Dylan (di cui ha assistito a 150 concerti) ed è riuscito anche ad essere presente ad un esibizione dei e l’ultimo concerto di
In lui convivono rigore e intuizione, calcolo e poesia.

Accanto la moglie Georgina: presenza silenziosa e concreta, radice e misura. Se Antonio è slancio e intuizione, lei è equilibrio e sostanza, custode di una realtà che tiene insieme sogno e materia.

Dal rispetto profondo per la terra e una cura maniacale nascono i suoi vini: come canzoni non scritte, che parlano di identità, di libertà, di un equilibrio sottile tra pensiero e istinto.

Ho avuto il privilegio di essere testimone di uno dei suoi capolavori più evocativi, il Vision of J, in una verticale dal 1997, anno della sua creazione al 2021: un viaggio nel tempo, capace di raccontare evoluzione, profondità e coerenza con una grazia rara🍷
Non un vino, ma un atto creativo

Un’esperienza quasi intima, dove ogni annata sussurra una sfumatura diversa dello stesso pensiero, e il tempo non consuma, ma affina, scolpisce, rivela.

Un vino che non si beve soltanto: si ascolta, come una canzone che continua a cambiare, senza mai perdere la sua verità🍷

Nel prossimo articolo su ne parlerò con un approfondimento unico:
Antonio ha fatto anche un vino con 😉

Ci sono passioni che non si fermano ai confini geografici, che non conoscono distanze né latitudini:iIl vino, per me, è ...
11/04/2026

Ci sono passioni che non si fermano ai confini geografici, che non conoscono distanze né latitudini:iIl vino, per me, è una di queste.
È una forza silenziosa e potente che mi accompagna ovunque vada, uno sguardo attraverso cui leggo la terra, le persone, le culture. Non è solo un settore, non è soltanto studio o professione: è un amore profondo, viscerale, che riempie ogni viaggio di senso e mi spinge, quasi naturalmente, a cercare vigne, cantine, storie, volti.

Ogni luogo diventa così una mappa da esplorare con curiosità e rispetto, un territorio da ascoltare.

Perché il vino, prima ancora di essere bevuto, è un racconto: è il modo in cui la terra sceglie di esprimersi, attraverso il lavoro dell’uomo, il clima, la tradizione, la visione. Ed è proprio questa ricerca continua delle diverse modalità con cui la terra prende voce che mi porta, anche nei luoghi più inattesi, a cercare vigne e a coinvolgere chi incontro lungo il cammino.

Bali, con la sua spiritualità diffusa, la sua natura rigogliosa e il suo respiro tropicale, sembrerebbe lontana anni luce dall’immaginario del vino eppure, anche qui, tra risaie, templi e profumi d’oceano, la terra ha trovato una sua forma di espressione enologica.

Ed è stato impossibile, per chi ama profondamente questo mondo, non lasciarsi guidare dalla curiosità e andare a scoprire come, anche in un’isola così diversa dalle grandi regioni vitivinicole europee, il vino riesca a nascere, a raccontare e a raccontarsi.

Su un frammento del mio viaggio, un incontro con una viticoltura differente e affascinante..

La parola ‘CRU’ affonda le sue radici in Borgogna, dove già nel Medioevo i monaci benedettini e cistercensi svilupparono...
14/03/2026

La parola ‘CRU’ affonda le sue radici in Borgogna, dove già nel Medioevo i monaci benedettini e cistercensi svilupparono una sensibilità straordinaria verso la terra e le sue sfumature più intime
Nelle vigne coltivate attorno all’Abbazia di Cîteaux e di Cluny prese forma una delle intuizioni più profonde della storia del vino: l’idea che ogni parcella possieda una propria identità, un carattere indomabile e fiero.

La tradizione racconta che questi monaci arrivassero persino ad assaggiare la terra per comprenderne la composizione,un gesto che oggi può sembrare quasi simbolico, ma che rivela il livello di attenzione e di ascolto che dedicavano al suolo. Con una sensibilità empirica sorprendente, riuscirono a individuare differenze pedologiche e qualitative che la moderna analisi scientifica ha spesso confermato secoli dopo!

Da queste osservazioni nacque il concetto di CRU

Il termine è il participio passato del verbo francese “croître”, che significa crescere.
Ma nel linguaggio del vino indica un vigneto in cui suolo, clima ed altri fattori si combinano in modo unico, dando origine a un vino con caratteristiche distintive, differenti anche da quelle prodotte in vigneti anche molto vicini.

Una conoscenza maturata secolo dopo secolo, osservando, coltivando, ascoltando la vigna.

🟢Perché un CRU, in fondo, non è soltanto un luogo geografico: è un frammento di terra capace di trasformarsi in voce, un punto preciso del mondo in cui la natura trova la sua espressione più intima.

Nel vino di un grande cru non si avverte soltanto il frutto della vite: si percepisce la memoria del suolo, la luce di un’esposizione, il respiro di un clima 🍃

Ed è proprio in quel calice che la terra, finalmente, impara a raccontarsi 🍷

Non sono una fotografa La luce non la inseguo e non costruisco set perfetti Ma il vino lo conosco. E soprattutto lo risp...
28/02/2026

Non sono una fotografa
La luce non la inseguo e non costruisco set perfetti

Ma il vino lo conosco. E soprattutto lo rispetto, so ascoltarlo.

Questo rosato si apre nel calice in un rosa fiore di pesco, luminoso, come un accenno di luce mediterranea all’alba.

Al naso è sofisticato e delicato: un bouquet che gioca tra fragoline di bosco e ribes bianchi appena raccolti, carezze di fiori di campo odorosi e petali di rosa, lievi note agrumate che ricordano scorze di cedro e bergamotto, sospinte da una sensazione che evoca la brezza salina delle colline siciliane.

Al sorso conquista con freschezza vibrante e sapidità elegante, un equilibrio sottile che guida il palato verso un finale lungo, teso e luminoso, in cui la frutta ritorna come un ricordo piacevole e le note agrumate si fondono con un tocco di erbe aromatiche.

Ed è proprio questa tensione fine, questa precisione, a renderlo perfetto con una pizza gourmet: mortadella setosa, burrata cremosa, pistacchi fragranti 😋

La grassezza viene accolta e alleggerita, la dolcezza della mortadella trova un contrappunto nella cesellata freschezza, la sapidità dialoga con la trama del vino in un equilibrio che non è mai casuale

Perché l’abbinamento non è moda
È misura
È armonia
È cultura del gusto

E questo rosato lo dimostra, con classe 🌸

L’abbinamento perfetto non esist… 😱 Un giorno qualunque, un pasto qualunque si rivela una inattesa rivelazione “Mamma mi...
17/02/2026

L’abbinamento perfetto non esist… 😱

Un giorno qualunque, un pasto qualunque
si rivela una inattesa rivelazione

“Mamma mi fai il pollo al curry?”: il profumo invade la cucina, caldo, speziato, avvolgente

Vado in salone e quasi senza pensare scelgo una bottiglia .. che da tempo volevo assaggiare (da aprile ‘25 quando l’ho comprata in cantina) e mi osservava in silenzio, in attesa del momento giusto.

➡️ Amphora di .vecciano

Nel calice vibra di luce propria, ambrata materia viva, é un vino che respira, che racconta la terra con voce franca

E poi accade…

Le spezie del curry trovano nel calice un’eco inattesa.
Le note aromatiche si cercano, si rincorrono, si intrecciano.

La freschezza illumina il piatto e ne ravviva le spezie, la struttura lo sorregge con misura, la profondità dell’anfora ne dilata ogni sfumatura aromatica; poi una lieve astringenza, elegante e composta, si congeda con grazia e lascia il palato terso, vibrante

Non è un semplice
È un incontro

Cibo e vino non si sovrastano, non competono.
Si ascoltano. Si comprendono. Si fondono in un equilibrio quasi sensuale, fatto di calore, materia e respiro 🍃

Podere Vecciano nasce tra le dolci pieghe delle colline dell’entroterra riminese ed oggi è guidato dalla sapiente mano di Davide Bigucci, paladino di una coltivazione biologica e sostenibile 🌈

Amphora è da uva di Grechetto Gentile, qui, nella sua identità romagnola, ribattezzato Rebola, che respira e matura lentamente nella terracotta, accarezzato dal tempo dentro anfore georgiane..

Una scoperta luminosa, capace di sorprendere anche fuori dagli schemi più consueti

Da provare con il curry!
È un’onda che cresce, un sorso chiama il boccone, il boccone reclama il sorso.
E in quel ritmo perfetto, improvviso, capisci la bellezza del matrimonio d’amore di Veronelli.. e quando accade non chiede il permesso: ti conquista.

Indirizzo

Rome

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