Selezione Paolo Torboli

Selezione Paolo Torboli Sono Paolo Torboli, oste di professione e degustatore per passione, e ho voluto creare per te un’a In alto i calici! 🥂

Sul mio canale potrai trovare notizie, novità, curiosità legate al mondo del vino e interviste ai produttori che fanno parte del circuito SPT. Questo mio progetto ti parlerà di persone, di artigiani del vino e di vini di carattere che devono far emozionare.

𝗘𝗥𝗧𝟭𝟬𝟱𝟬, 𝗨𝗡 𝗧𝗥𝗘𝗡𝗧𝗢𝗗𝗢𝗖 𝗗𝗜 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗚𝗡𝗔, 𝗔 𝗨𝗡 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗢 𝗗𝗔𝗟 𝗖𝗜𝗘𝗟𝗢 🍾✨Ogni volta che salivo sul monte Altissimo la guardavo dall’alt...
09/09/2026

𝗘𝗥𝗧𝟭𝟬𝟱𝟬, 𝗨𝗡 𝗧𝗥𝗘𝗡𝗧𝗢𝗗𝗢𝗖 𝗗𝗜 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗔𝗚𝗡𝗔, 𝗔 𝗨𝗡 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗢 𝗗𝗔𝗟 𝗖𝗜𝗘𝗟𝗢 🍾✨

Ogni volta che salivo sul monte Altissimo la guardavo dall’alto, in tutta la sua importanza.

Un progetto ambizioso creato a 1050 metri di altitudine dal gruppo guidato da Federico Veronesi, noto forse più per il marchio Calzedonia o Signorvino.

Un giorno arriva la telefonata e l’invito alla visita di Ert1050, invito che accetto con grande piacere spinto dalla curiosità nel capire cosa poteva aver creato un imprenditore del suo calibro 🤩

Non era scontato che sarebbe stata solo una grande conferma.

La cantina è in parte ancora un grande cantiere, urge la costruzione di un nuovo magazzino per lo stoccaggio, ma la vista sul Baldo è stupenda, come quella sulla Vallagarina 🏔️

La produzione è ancora limitata a 12/15 mila bottiglie ma quando tutti i vigneti saranno a pieno regime l’intenzione è quella di arrivare a 80.000.
I vigneti sono posizionati in più parti del comune di Brentonico, a diverse altezze. Alcuni hanno già qualche anno sulle spalle, quelli attorno all’azienda sono i più giovani.

Ert, un nome che ricorda in trentino una parte di montagna irta, erta. Anche il nome non è lasciato a caso, per creare così fin da subito un legame con la terra che li ha accolti. 1050 metri, altitudini che, causa i cambiamenti climatici, ormai stanno diventando la normalità per il mondo del Trentodoc, permettendo di ottenere uve che regalano vini freschi e dalla beva incredibile 🍇

Uno solo, per ora, il vino prodotto, un Trentodoc Brut prodotto da sole uve Chardonnay e con una permanenza sui lieviti di 24 mesi. Brut, con un dosaggio ancora marcato (circa 6/7 grammi per litro) che compensa con classe con l’uva raccolta in vigneti che ancora non danno una marcata complessità, arriverà nel tempo.

Togliere dosaggio significherebbe ottenere un vino troppo tagliente. Ogni particolare è curato! Ho degustato un vino fresco, dal bellissimo profumo di frutta fresca, mela, fiori, e con un’eleganza di beva che mi ha conquistato. Verticale, salino, pulito, fine. D’altronde, dietro a tutto questo c’è la mano di uno degli enologi più in voga in questo momento, Matteo Moser ✨

E il futuro? Un passo alla volta. Le vigne di Pinot Nero stanno lentamente diventando adulte assieme a quelle di Chardonnay, i vini in cantina iniziano a fare qualche mese di affinamento in più, tutto lentamente comincia a prendere una strada diversa.

E il fatto che per ora ci sia solo un vino denota la serietà aziendale: una prima etichetta, che profuma ancora di freschezza e che lentamente, sboccatura dopo sboccatura, maturerà nel gusto e nella sua complessità. Di conseguenza poi arriveranno le riserve e gli altri progetti aziendali ✔️

Un vero Trentodoc di montagna, elegante e fine come la struttura che è stata creata, ben inserita nell’ambiente e dall’eleganza piacevole ma non forzata.

Escursione termica, esposizioni fredde, altitudine: tre fattori che permettono di ottenere grandi vini. E ne sono certo, dopo aver assaggiato il loro primo vino, sono convinto che per quest’azienda è solo l’inizio di un bellissimo percorso, sempre più in alto, ad un passo dal cielo.

Sarà presto online 😉

In alto i calici 🥂

Paolo

𝗖𝗢𝗠𝗔𝗜 – 𝗕𝗨𝗦𝗔𝗧 𝗕𝗜𝗔𝗡𝗖𝗢Riva del Garda è una delle zone turistiche più conosciute del Trentino, pullula di stranieri,  con  ...
08/09/2026

𝗖𝗢𝗠𝗔𝗜 – 𝗕𝗨𝗦𝗔𝗧 𝗕𝗜𝗔𝗡𝗖𝗢

Riva del Garda è una delle zone turistiche più conosciute del Trentino, pullula di stranieri, con abitudini diverse e, soprattutto, modi di bere molto lontani dai nostri.

Eppure proprio nella Busa ci sono produttori che tengono alto l’onore dell’enologia trentina 🍇

Tra questi, sicuramente, Comai.

Giovani vignaioli che negli ultimi anni hanno saputo farsi notare, con idee chiare e vini sempre più interessanti. Ho visitato la loro azienda un paio di anni fa e devo dire che non ha deluso le mie aspettative.

Uno dei vini più rappresentativi è sicuramente il loro Trentodoc, di cui ho parlato anche recentemente. È un vino che va aspettato, lasciato esprimere con calma, ma che poi sa regalare grandi soddisfazioni. La Cuvée n. 1, oggi, è davvero pazzesca.
Tra i vini della loro produzione, però, il Busat Bianco è forse quello più immediato e fresco, ma non per questo scontato 🤩

Chardonnay e Sauvignon vengono uniti con grande equilibrio per creare un vino decisamente intrigante: fresco, profumato, delicato ma allo stesso tempo sapido.
Ha una bevibilità impressionante e accompagna benissimo gamberi crudi, verdure, piatti freschi. Nel dubbio è anche un fantastico aperitivo.
Con un piccolo problema: si lascia bere fin troppo facilmente 🤣

Piccola curiosità.
Quello che mi piace del Busat Bianco è che non cerca di raccontare un solo vigneto, ma un territorio intero. Dentro c’è l’idea della Busa, con le sue differenze, le sue altezze e le sue esposizioni. Anche l’etichetta richiama proprio la forma di questa zona, quasi a ricordare che qui il protagonista non è una singola parcella, ma l’Alto Garda nel suo insieme.

Che dire…non ti rimane che assaggiarlo ✨

Anche perché, cosa che non guasta mai, ha davvero un bellissimo rapporto qualità-prezzo.

𝗧𝗶 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲, 𝗹𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶 𝗾𝘂𝗶 👉🏻 https://bit.ly/4qYZlA5

In alto i calici 🥂

Paolo

06/09/2026

𝗔𝗟𝗖𝗨𝗡𝗜 𝗩𝗜𝗡𝗜 𝗧𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗤𝗨𝗜𝗦𝗧𝗔𝗡𝗢 𝗙𝗜𝗡 𝗗𝗔𝗟 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗢 𝗔𝗦𝗦𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 😍

Nella nuova sezione del mio progetto Selezione Paolo Torboli, denominata "Fuori Carta", puoi trovare quei vini che incontro, assaggio, e mi piacciono talmente tanto che voglio farli provare anche a te ✔️

Il Tenute Quarta di Fattoria Mancini è uno dei nuovi arrivati... ma non so quanto durerà 😉

Un vino che mi ha fatto innamorare, letteralmente ❤️

𝗣𝗿𝗼𝘃𝗮𝗹𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘁𝘂 👉🏻 https://bit.ly/4ygh9c9

In alto i calici 🥂

Paolo

31/08/2026

𝗩𝗜𝗘𝗡𝗜 𝗔 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗥𝗜𝗥𝗘 𝗜 𝗩𝗜𝗡𝗜 𝗙𝗨𝗢𝗥𝗜 𝗖𝗔𝗥𝗧𝗔 🍷

Una nuova sezione che puoi trovare su Selezione Paolo Torboli, e che ti mostrerà i vini della mia quotidianità 😉

In genere funziona così: assaggio un vino, mi piace, lo acquisto e te lo metto a disposizione in questa sezione.

Ma attenzione! Quando questi vini finiscono, finiscono ❌

Quindi ti consiglio di dare un’occhiata a questa sezione, e di farlo regolarmente 💪🏻

Devi solo andare su Selezione Paolo Torboli, e nella sezione “Produttori” trovi i Vini Fuori Carta del momento 👉🏻 https://selezionepaolotorboli.it/

In alto i calici 🥂

Paolo

𝟴 𝗣𝗜𝗡𝗢𝗧 𝗡𝗘𝗥𝗢, 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔, 𝗘 𝗨𝗡 𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗘 𝗡𝗘𝗟 𝗖𝗟𝗨𝗕 🍷✨Mercoledì 26 agosto si è tenuta una delle serate più belle del no...
30/08/2026

𝟴 𝗣𝗜𝗡𝗢𝗧 𝗡𝗘𝗥𝗢, 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔, 𝗘 𝗨𝗡 𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗘 𝗡𝗘𝗟 𝗖𝗟𝗨𝗕 🍷✨

Mercoledì 26 agosto si è tenuta una delle serate più belle del nostro Club "Un Bicchiere con l'Oste".

Ho presentato il nuovo programma annuale, fatto di degustazioni, visite ai produttori e la nostra gita, un percorso che accompagnerà gli onorati membri per i prossimi mesi tra cantine, territori e persone che stimo davvero.

È stata anche l'occasione per nominare il nuovo segretario del Club, Paolo, un passaggio importante per il futuro del gruppo.

Il tema della serata era il Pinot Nero, raccontato in tutte le sue possibili espressioni.

Abbiamo degustato otto vini, vinificati in bianco, in rosso, e nelle bolle, sia Trentodoc che Champagne. Un modo diverso per capire davvero un grandissimo vitigno, attraverso tante interpretazioni diverse.

Alcuni di questi vini li trovi anche su SPT, e per me rappresentano una garanzia vera, di quelle che nascono solo da un lavoro serio in vigna e in cantina.

Tra tutti il Général Noir di Casata Monfort mi ha colpito per l'eleganza e la finezza delle sue bollicine, un Trentodoc di grande equilibrio, dove il Pinot Nero mostra tutta la sua profondità.

Ma il vino della serata, per me, è stato il Tenuta Quarta di Fattoria Mancini, un Pinot Nero vinificato in bianco, di grande sapidità e mineralità, capace di raccontare il territorio da cui proviene.

Ti piacerebbe far parte del nostro gruppo?

Ci sono ancora alcuni posti disponibili, per entrare non serve altro che una vera passione per il mondo del vino, e la voglia di condividerla insieme a noi.

Devi anche entrare nelle mie grazie!

Se ti riconosci in questo, scrivimi pure, sarò felice di darti qualche notizia in più.

In alto i calici 🥂

Paolo

QUESTO L'ELENCO DEI VINI DEGUSTATI:

Pinot Nero vinificato in bianco
▪️ Tenute Quarta Blanc de Pinot Noir, Fattoria Mancini
▪️ Pinner, Cavallotto

Trentodoc Blanc de Noirs
▪️ Quore PieNne Riserva, Letrari
▪️ Le Général Noir, Cantine Monfort

Champagne Blanc de Noirs
▪️ Blanc de Noirs Extra Brut BN, Fleury
▪️ Cuvée Instant M, Thierry Massin

Pinot Nero rosso
▪️ Kardatsch Pinot Noir, Untermoser (Florian Ramoser)
▪️ Hausmannhof Pinot Nero, Haderburg

Letrari_trentodoc Haderburg Cantine Monfort Fattoria Mancini

28/08/2026

𝗗𝗘𝗥 𝗕𝗟𝗔𝗨𝗪𝗔𝗟, 𝗨𝗡 𝗠𝗔𝗚𝗡𝗜𝗙𝗜𝗖𝗢 𝗩𝗜𝗡𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝟮𝟬𝟭𝟲 🍾

7 anni sui lieviti, tanta freschezza e un grandissimo carattere 🤩

Uno Chardonnay in purezza, che nasce in un vigneto di Pressano, da vecchie pergole che hanno almeno 45 anni 😲

E sai la curiosità? Quando viene sboccato, viene aggiunto il vino base con cui è stato creato.

𝗟𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶 𝗼𝗻𝗹𝗶𝗻𝗲, 𝗰𝗹𝗶𝗰𝗰𝗮 𝗾𝘂𝗶: https://bit.ly/4qHvHyV

In alto i calici 🥂

Paolo

𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗦𝗦𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗩𝗜𝗡𝗢, 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗧𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 🍷🤩 Viaggiando, un Oste può trovarsi obbligato a fare mo...
11/08/2026

𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗧𝗢 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗦𝗦𝗔𝗚𝗚𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗨𝗡 𝗩𝗜𝗡𝗢, 𝗦𝗢𝗡𝗢 𝗧𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗨𝗡𝗔 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 🍷🤩

Viaggiando, un Oste può trovarsi obbligato a fare molte tappe, ma difficilmente unisco la vita privata al lavoro e, quando mi sposto per motivi personali, generalmente non visito cantine.

La settimana scorsa, però, mi sono mosso in solitaria e ho colto l'occasione per fare una tappa a Priocca, ridente località ubicata tra Asti e Alba.

Il sole batteva forte, ma non mi ha scoraggiato dal voler vedere dove si trova la mia cantina preferita del Roero. Scoperta a FIVI un paio d'anni fa, è diventata per me un punto di riferimento, perché i vini che produce sono dotati di grande carattere, soprattutto quelli bianchi 💛

Hilberg Pasquero. Quattordici ettari di vigneto distribuiti attorno all'azienda, dove il rispetto per la natura non è uno slogan, ma un modo di vivere il vino. Sempre con i piedi ben piantati nel territorio.

Il paese è piccolo, talmente piccolo che ho scoperto quanto sia impossibile trovare un posto dove mangiare, a eccezione di un ristorante stellato che ho deciso di non visitare, essendo in viaggio da solo. Un po' mi è dispiaciuto, perché so essere molto quotato. Mi sono “accontentato” di una caprese proposta da un bar di paese svuotato dal caldo estivo. L’alternativa era il nulla.

Me le sento poi da Annette la quale con piacere mi avrebbe cucinato un piatto di pasta. Peccato 😢

Ma facciamo un viaggio indietro nel tempo.

Siamo nei primi del Novecento, quando la famiglia coltivava la terra con un'agricoltura mista fatta di vigneti, ortaggi e allevamento. Papà Michele, che ha un'energia e un entusiasmo da far invidia a molti ventenni, mi racconta che da bambino il padre lavorava la terra esclusivamente con l'aiuto degli animali. Solo più tardi arrivò il primo trattore. Oggi sembra preistoria, ma è appena ieri.

Il cambiamento in azienda arriva quando appunto Michele Pasquero e Annette Hilberg si incontrano. Lei è tedesca d'origine. Si sposano e nasce l'unione perfetta tra due culture, una profondamente contadina e l'altra rigorosa e metodica. Lo si percepisce anche attraversando il magazzino, dove Annette sembra imporre la sua legge. Alcuni cartelli raccontano il carattere deciso della padrona di casa. Della serie: "Non toccate questo vino". Mi ha fatto sorridere 😊

Con il tempo l'azienda sceglie di dedicarsi esclusivamente alla viticoltura. Per anni è rimasta quasi sconosciuta fuori dal Roero, semplicemente perché Michele non aveva alcun interesse a promuoverla. A lui bastava fare vino, e berlo! Oggi, grazie all'ingresso dei figli Nicola, Alina e Nils, la cantina ha iniziato ad aprirsi al mondo senza perdere la propria identità.

La loro filosofia è tanto semplice quanto difficile da mettere in pratica: il vigneto viene prima di tutto 🍇

Prima della cantina, prima delle tecniche di vinificazione, prima delle etichette. Michele mi ripete più volte un concetto che condivido pienamente: la vigna va ascoltata prima ancora di essere guidata.

Lavorano in biologico, con una forte ispirazione alla biodinamica, ma senza trasformarla in una religione. Hanno persino coniato un termine tutto loro, "Bio Ergo Dinamica", un modo per racchiudere osservazione della natura, conoscenze agronomiche, rispetto dei cicli naturali e biodiversità. Mi piace questo approccio. Niente estremismi, solo tanto buon senso ✔️

Hilberg Pasquero pratica una viticoltura ispirata ai principi della biodinamica, ma senza alcun dogmatismo. Il loro è un approccio capace di integrare tradizione agricola e ricerca scientifica.

Ogni vino nasce per raccontare una precisa parcella e non un gusto aziendale standardizzato.

Il risultato sono vini rossi eleganti, profondi e capaci di evolvere nel tempo. Ormai li conosco bene e li stappo sempre con grande piacere.

Durante la visita ero però curioso di assaggiare con calma i bianchi, che dal mio punto di vista hanno un carattere tutto loro. Dal Timorasso all'Arneis, per finire con uno splendido Chardonnay. Il Timorasso, tra l'altro, nasce in un vigneto confinante con la proprietà del grande Walter Massa. Niente male, direi.

L'Arneis non è in purezza, ma contiene una piccola percentuale di Nebbiolo. Chiedo il motivo e la risposta di Annette è disarmante nella sua semplicità: "Per dare più carattere al vino, altrimenti l'Arneis sarebbe troppo debole."

Ecco, Annette mi piace un casino. Determinata, sincera e con quella simpatia che non ha bisogno di essere costruita.

Anfora per i bianchi, legno per i rossi. Quanto mi piacciono i loro vini! 😍

Quello che più mi ha sorpreso in un recente stappo casalingo è stato sicuramente il loro rosato a base di uva Nebbiolo, il "Ciabot delle Rose". Un vino che unisce struttura, freschezza, un colore incredibile e un carattere da sballo. A dir poco unico 🔝

L'estate, però, è bollente anche qui. Le difficoltà nella maturazione delle uve si fanno sentire. Si salvano i vigneti esposti a ovest, quelli che riescono ancora a regalare uve perfette per vini destinati a durare nel tempo. Michele mi racconta che una volta si vendemmiava a inizio novembre. Oggi tutto è anticipato di settimane. Fa impressione sentirlo raccontare da chi quella terra la vive ogni giorno.

Quando sto per andarmene sento un pianoforte.

Scopro che a suonarlo è proprio Michele. Chitarrista da sempre, ha deciso di imparare anche il pianoforte. Mi viene spontaneo pensare che, se le vigne ascoltano davvero chi le coltiva, forse qualche nota finirà anche dentro ai suoi vini.

Saluto Annette e le regalo una bottiglia di Grile 2014 di Marco Tonini come ricordo del mio passaggio. Vignaiolo per vignaiolo, mi sembrava il modo più naturale per ringraziarli dell'ospitalità 🙏🏻

Esco dalla cantina e mi fermo lungo la strada a fare una fotografia.
Mi si avvicina un dolce signore anziano, che poi scoprirò essere il fratello di Michele. Abbasso il finestrino della macchina e lo ascolto.

"Ti piacciono le foto? Vieni con me."

Lo seguo. Entriamo in casa sua, attraversiamo il salotto, poi la camera da letto e sbuchiamo dall'altra parte della casa. Davanti a noi il Roero. Canale d'Alba sullo sfondo, filari ovunque e quel silenzio che solo la campagna sa regalare.
Bellissimo.
Non mi era mai successa una cosa del genere.

Parliamo qualche minuto. Anzi, quasi urlo, perché lui ci sente davvero poco.
Poi lo saluto e mi avvio verso la macchina.
Mi richiama.

"Scusa se mi sono permesso... ma mi piacciono le persone che fotografano la vita."
Ecco.
Forse questa pausa a Priocca la ricorderò più per quella frase che per i vini, ed è tutto dire.

È anche per questo che adoro il mondo dei vignaioli. Alla fine il vino è quasi una scusa. Quello che porto davvero a casa sono le persone, le loro storie e quei piccoli incontri che nessuno può più dimenticare ✨

Ogni volta torno con qualche bottiglia per la mia cantina personale.

Ogni volta torno soprattutto con un pezzetto di umanità e nuove storie da raccontare.

In alto i calici 🥂

Paolo

𝗠𝗔𝗦𝗢 𝗖𝗔𝗡𝗧𝗔𝗡𝗚𝗛𝗘𝗟 - 𝗡𝗢𝗦𝗜𝗢𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗥𝗬𝗟𝗨𝗦 𝟮𝟬𝟮𝟮 ✨La Nosiola, vitigno autoctono trentino dalle mille sfaccettature. Un'uva molto d...
05/08/2026

𝗠𝗔𝗦𝗢 𝗖𝗔𝗡𝗧𝗔𝗡𝗚𝗛𝗘𝗟 - 𝗡𝗢𝗦𝗜𝗢𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗥𝗬𝗟𝗨𝗦 𝟮𝟬𝟮𝟮 ✨

La Nosiola, vitigno autoctono trentino dalle mille sfaccettature. Un'uva molto delicata, difficile da interpretare e a maturazione tardiva. Può essere vinificata nella sua versione più classica, dando origine a un vino secco, fresco, sapido e delicatamente fruttato. Ma dalla Nosiola nasce anche il Vino Santo Trentino, autentica eccellenza dell'enologia della nostra terra 🌱

Nell'ultimo periodo ne ho assaggiate davvero tante e devo dire che le ho trovate tutte profondamente diverse tra loro, anche quando i produttori si trovavano a poche centinaia di metri di distanza. Questo mi ha colpito in modo particolare nella zona di Pressano di Lavis, un territorio semplicemente incredibile 🤩

Domenica ero curioso di stappare una versione che non assaggiavo da tempo: la Corylus di Maso Cantanghel. A capo dell'azienda c'è sempre lui, Federico Simoni, nome ormai conosciuto e più volte citato dal sottoscritto, anche per il suo coinvolgimento nel bellissimo progetto Etyssa.

Le uve provengono da Meano, sulle colline sopra Trento, a circa 400 metri di altitudine. Vengono raccolte in leggera surmaturazione e il vino affina per undici mesi in barrique 🍇

È una Nosiola che si discosta dalla classica interpretazione del vitigno. Se penso, ad esempio, a quella di Klinger, molto più verticale, tesa e minerale, una delle versioni che personalmente apprezzo di più, qui il registro cambia completamente. Al naso emergono aromi intensi di frutta matura, accompagnati da una leggera nota speziata. Al palato colpisce per la struttura e la morbidezza, sempre sostenute da una piacevole freschezza e da una marcata sapidità. Un vino complesso e armonico, nel quale il passaggio in legno e la leggera surmaturazione delle uve aggiungono profondità senza snaturare l'identità della Nosiola.

L'ho abbinata a un filetto di maiale cotto a bassa temperatura con una salsa agli agrumi. Un abbinamento che ho trovato davvero riuscito 🐖🍊

Un vino che ha superato le mie aspettative e che consiglio di stappare per godere di tutta la sua bellezza.

𝗧𝗶 𝘃𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮𝗿𝗹𝗮? 𝗟𝗮 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶 𝗾𝘂𝗶: https://bit.ly/4h94Yc0

In alto i calici 🥂

Paolo

𝗨𝗡𝗔 𝗕𝗘𝗟𝗟𝗜𝗦𝗦𝗜𝗠𝗔 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗣𝗘𝗟𝗭 ✨🥂Viaggio al centro della terra, chi non lo conosce, Jeles Verne lo aveva scritto nel 18...
01/08/2026

𝗨𝗡𝗔 𝗕𝗘𝗟𝗟𝗜𝗦𝗦𝗜𝗠𝗔 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗧𝗔 𝗗𝗔 𝗣𝗘𝗟𝗭 ✨🥂

Viaggio al centro della terra, chi non lo conosce, Jeles Verne lo aveva scritto nel 1870.

Il mio viaggio invece è iniziato salendo lungo la bellissima strada che attraversa la Valle di Cembra, per finire nel suo cuore, nel suo centro più bello, in mezzo a suoi meravigliosi vigneti, a dir poco spettacolari.

Un viaggio nel centro della Val di Cembra, dove ho incontrato Michele che, accompagnato da Alessia e dai suoi fratelli, sono il cuore pulsante di una delle cantine più rappresentative della valle, Pelz 🤩

È inutile che stia a ricordare quanto amo il mondo dei vignaioli, quelli come Michele che lasciano a casa la giacca e si presentano con la vera divisa da contadino e le scarpe piene di terra. Lo cantava anche Jovanotti, o forse erano le “tasche piene di sassi”, ma il concetto resta lo stesso.

Amo questo incredibile mondo.

Arrivato in cantina saliamo subito sull'ammiraglia di famiglia e scendiamo lentamente lungo le tortuose stradine che si immergono nel cuore pulsante del vino cembrano.

Viaggio con la mente, cercando di immaginare il lavoro necessario per prendersi cura di tanta bellezza. Stradine irte si alternano a vigneti difficilmente percorribili dalle moderne tecnologie, e lo spettacolo per i miei occhi è impagabile. Tutto questo, però, non spaventa l'incredibile vignaiolo alla guida della macchina, che guida con tanta attenzione mentre ci racconta parte della sua vita trascorsa nei campi 🌿

Il sole bacia una giornata splendida, trascorsa in vigna chiacchierando e degustando vini ricchi di eleganza, finezza e profondità.

Sì, perché, come dice il buon Michele, "sono un visionario e mi piace l'idea di creare vini che possano durare nel tempo e magari essere messi in commercio qualche anno dopo".

Grandi visioni che spesso si scontrano con una mentalità locale che viaggia in direzione opposta, non al centro della terra ma verso il pianeta delle esigenze commerciali.

Appoggio il pensiero di Michele, mi sento anch'io visionario e sognatore. Lo appoggio pensando alle potenzialità di una valle dove possono nascere vini capaci di lasciare il segno, nel tempo, nel lungo tempo.

E lui lo sta già facendo, mettendo in commercio vini che portano qualche anno sulle spalle ma che conservano ancora una freschezza invidiabile e un carattere unico.

Per arrivare a questo serve, oltre a una grande visione, un lavoro immenso in vigna: basse rese per ettaro, una sfogliatura fatta a regola d'arte, e un lavoro in cantina degno del miglior maestro d'arte. Un insieme di dettagli che alla lunga, ne sono certo, premierà lo sforzo, anche economico, della famiglia Pelz 💪🏻

La visita alla cantina, infatti, dura una manciata di secondi, giusto il tempo per farmi vedere che esiste. La vera cantina è all'esterno, lungo i ripidi vigneti: è lì che si creano i capolavori.

Il suo Riesling 2016, bevuto in degustazione, racconta bene tutto questo. Elegante, ricco, lungo, con quell'evoluzione che fa godere il palato e quei profumi di idrocarburi che accontentano i grandi estimatori di questo vitigno. Un vino che dovrebbe essere di esempio per una valle intera, a dimostrazione che il mondo del vino, ormai saturo e a volte un po' stanco, ha bisogno proprio di questo per fare la differenza: quella differenza che troppo spesso, nel bicchiere, manca.

L’annata 2022 dello stesso vitigno parla ancora una sola lingua, quella della giovinezza, è ancora un bambino che ha bisogno di molto tempo per potersi esprimere. Ma l’accentuata e delicata freschezza abbinata alla sua complessità fanno già capire che diventerà un piccolo capolavoro.

Per non parlare del Müller Thurgau, vitigno che personalmente non ho mai amato abbastanza da approfondirne la conoscenza, ma che in questa realtà cembrana trova la strada, come per il Riesling, per dimostrare tutte le sue potenzialità.
200.000 bottiglie circa prodotte in tutta la valle tra una manciata di produttori, un nulla. Sono il mio consumo personale, quasi.

Il cambio di marcia ci sta alla grande: basta un pizzico di visione e una buona dose di coraggio. I veri sognatori la vincono sempre, e se non sarà così per tutta la comunità dei vignaioli locali sicuro questa famiglia rimarrà comunque la numero uno, l'esempio da seguire, perché alla fine l'importante è essere i primi a realizzare un sogno. Se poi è di grande qualità, ancora meglio.

Torno a parlare di vino.

Sono rimasto affascinato dal loro Trentodoc, a base di Chardonnay e Pinot Nero, con 60 mesi di affinamento sui lieviti. Eleganza, finezza, freschezza, con un bellissimo perlage, molto fine e persistente. Da troppo tempo non lo stappavo, e me ne dispiaccio. Un vino che vale, con un rapporto qualità prezzo incredibile. Bello 🍾

Per non parlare del Lagrein. Ero partito da Rovereto con la curiosità di assaggiarlo e sono stato ripagato alla grande. Un bel colore rosso rubino, piccoli frutti, fiori rossi, tanta freschezza e quel carattere cembrano dove al posto della potenza e della struttura emerge la firma dei vini di altura. Mi piace, proprio come me lo aspettavo!

Che dire. Voto 9, perché se metto un 10 Michele rischia di montarsi la testa. Voglio che resti così, semplice, umile, sognatore e visionario.

La strada che sta percorrendo è quella giusta, aspettiamo i veri frutti, che arriveranno tra qualche anno.

In alto i calici 🥂

Paolo

Trentodoc Indipendenti Fivi

𝗗𝗢𝗗𝗜𝗖𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗡𝗘𝗟 𝗕𝗜𝗖𝗖𝗛𝗜𝗘𝗥𝗘, 𝗨𝗡 𝗔𝗕𝗕𝗥𝗔𝗖𝗖𝗜𝗢 𝗔 𝗜𝗦𝗘𝗥𝗔 ✨Nella scorsa mail ho raccontato di quanto successo nel basso Trentino a...
20/07/2026

𝗗𝗢𝗗𝗜𝗖𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗜 𝗡𝗘𝗟 𝗕𝗜𝗖𝗖𝗛𝗜𝗘𝗥𝗘, 𝗨𝗡 𝗔𝗕𝗕𝗥𝗔𝗖𝗖𝗜𝗢 𝗔 𝗜𝗦𝗘𝗥𝗔 ✨

Nella scorsa mail ho raccontato di quanto successo nel basso Trentino a seguito della terribile grandinata dei giorni scorsi. In particolare, ho parlato di Marco Tonini e della sua piccola ma incredibile realtà.

La sera seguente al fattaccio, in Osteria si stappavano bottiglie in compagnia dei membri del Club "Un Bicchiere con l'Oste" e, per solidarietà e amicizia, ho inserito anche un vino firmato da Marco 💖

Brindisi e foto di gruppo, inviata a Marco & family assieme a un virtuale abbraccio.

Una famiglia, il lavoro di una vita, la fatica, l'attesa di un nuovo ciclo della vite che avrebbe regalato un nuovo nettare prezioso. Tutto spazzato via, in soli dieci minuti di terribile agonia.

Sotto il mio post su Facebook sono comparsi commenti assurdi, inutili, ignoranti, come se quanto successo per molte persone non significasse nulla. Li ho prontamente cancellati.

È proprio vero che il mondo sta cambiando, non solo nel clima ma anche nelle persone.

Il Grile di Marco che ho stappato in Osteria, invece, era ancora perfetto. Annata 2014, con ben 12 anni sulle spalle. Un piccolo ma grande capolavoro.
Come da rituale l'ho servito alla cieca, lasciando tutti a bocca aperta. Nessuno si aspettava un Trentodoc con un'evoluzione così splendida, più vicino a uno Champagne che a uno spumante trentino 🍾
Eleganza, maturità, la giusta evoluzione, profondità.

Uno spettacolo, in perfetto stile Tonini: il suo Grile ha sempre un piccolo tocco in stile Champagne, e l'affinamento con il tempo lo ha reso ancora più evidente.

Ne sono rimaste ancora poche bottiglie, se sei curioso approfittane 👉🏻 https://bit.ly/4hmScqm

In alto i calici 🥂

Paolo

Tonini - Viticoltori in Isera

Indirizzo

Rovereto

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