28/08/2026
ELOGIO ALLA FATICA
Siamo a metà vendemmia.
🍇Abbiamo finito di raccogliere tutte le uve bianche e ora ci prepariamo a passare alle rosse.
È innegabile: l’evoluzione tecnologica ha aiutato molto il lavoro di noi agricoltori. In alcuni vigneti di pianura abbiamo introdotto la vendemmia meccanica e, senza dubbio, ci ha alleviato una parte della fatica.
Ma.
Ma una quota importante di fatica rimane.
E ci sembra giusto così.
C’è la fatica fisica, innanzitutto. Una buona parte della vendemmia in collina è ancora manuale: filare dopo filare, grappolo dopo grappolo, cassetta dopo cassetta.
E poi c’è tutto quello che succede dopo.
🍇Perché l’uva, una volta raccolta, non si trasforma per magia in mosto e poi in vino. Anzi. È proprio lì che comincia un altro lavoro, fatto di mani, attenzione, tempi stretti e tanta esperienza.
In vendemmia si lavora quando serve lavorare.
Non si va a cena quando si vuole, ma quando si può.
Non si va a dormire quando si vorrebbe, ma quando tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto. E fatto bene.
Perché c’è anche una fatica meno visibile: quella mentale.
🍷Il vino non è una bibita industriale. La materia prima è viva, cambia continuamente e non segue un copione scritto una volta per tutte.
🍇Se vogliamo ottenere un determinato risultato dobbiamo essere sul pezzo, momento per momento. Osservare, assaggiare, misurare, decidere. E, quando serve, cambiare decisione in corsa.
Le fermentazioni lavorano su equilibri delicati. E quegli equilibri non si possono comandare con un pulsante.
Tutto questo per dire una cosa molto semplice.
Per ottenere un buon risultato — che sia un vino o che sia la vita — una certa quota di fatica è indispensabile.
Serve impegno. Costanza. Pazienza. E, sì, anche fatica.
INDISPENSABILE.
E già che ci siamo, una postilla sui “giovani d’oggi che non hanno più voglia di lavorare”.
Noi dissentiamo.
Incontriamo ancora tanti ragazzi e ragazze che non si spaventano davanti alla fatica, che imparano, si mettono in gioco e hanno voglia di fare.
Forse, più che lamentarci di loro, dovremmo avere il coraggio di dargli un po’ più di fiducia.
La fatica non è sempre un ostacolo.
A volte è semplicemente il prezzo — e il piacere — di costruire qualcosa che vale.