18/06/2026
Questo sarà un post decisamente più lungo, vi avviso, ma ci piacerebbe sapere cosa ne pensate (se arrivate fino alla fine!😎)
Grazie al nostro lavoro incontriamo tantissime persone, molte delle quali, per una ragione o per l’altra, si sono dovute rivolgere a uno specialista per affrontare una serie di problematiche legate alla salute e inevitabilmente allo stile di vita condotto fino ad allora.
Dobbiamo essere onesti, perché il punto di partenza è quasi sempre lo stesso: il consumo di prodotti industriali ( di cibo che viene da chissà dove, prodotto o raccolto chissà quando e con quali tecniche) e soprattutto, diciamocelo, il consumo di cereali ibridi moderni, raffinati o ancora peggio integrali ricostituiti, in ogni caso sinonimi di un glutine straordinariamente tenace nonché di molti più amidi.
In molti hanno sviluppato l’abitudine inconsapevole a mangiare cibo senza nutrienti, cose piene di zuccheri e sostanze che non fanno proprio benissimo…. cibi che creano una dipendenza dalla quale diventa difficile disintossicarsi.
Una volta ci è stato detto che ci sono tante ragioni di opportunità per cui si sceglie di mangiare senza porsi domande: la convenienza economica, il vantaggio di trovare tutto in un posto e la facilità di non dovere cucinare più di tanto.
C’è un autore che mi piace molto, Micheal Pollan, che sostiene come la convenienza economica immediata sia solo un miraggio: il vero prezzo di un prodotto sarà quello che prima o poi sarà pagato in termini di salute dal consumatore , senza sottovalutare il costo reale del suo impatto ambientale (per tutte le schifezze impiegate per produrlo e conservarlo), il costo energetico per il suo trasporto e infine quello etico per la manodopera impiegata.
Sono tante le testimonianze delle persone che incontriamo e che ci raccontano di come la loro vita sia migliorata prima di tutto impegnandosi a consumare meno di quei prodotti: perché il segreto per stare meglio non è comprare cose strane, che hanno attraversato l’oceano, o ancora togliere intere categorie di alimenti, ma semplicemente mangiare meno, mangiare meglio e preparare, laddove possibile, i propri pasti a casa.
Non bisogna neanche avere tanti soldi, ve lo diciamo per esperienza personale: ci vuole solo buona volontà, come quella che ha avuto Giulia Rongone nel realizzare, con le nostre farine, questi splendidi panini.
Giulia lavora e comunque riesce a preparare i propri pasti, come del resto lo fanno in tanti di voi, facendo la spesa nei posti dove si trova la qualità, anche se questi luoghi sono distanti tra di loro.
Noi, poi, abbiamo la fortuna di vivere in Puglia: ci sono tante realtà agricole che fanno bene il proprio mestiere e che producono cose buonissime che sono una vera gioia per il palato e per l’intestino.
Il senso di questo post è che vorremmo solo che, al di là delle giustificazioni, fare la spesa diventasse un atto di maggiore consapevolezza per la nostra salute, il nostro futuro e per quello di questo pianeta. E voi come fate la spesa?