17/06/2026
Giugno, in Romagna, apre la stagione della c***a selvaggia.
E sulla costa, da Marina di Ravenna a Cattolica, le giornate dei pescatori finivano sempte allo stesso modo: in osteria, con il Sangiovese.
Lo bevevano freddo, anzi, freddissimo. All’alba, al rientro in porto dopo una notte in mare, insieme al brodetto, alle alici, alle triglie, al pesce povero che la giornata regalava.
E il Caciara porta con sé quella stessa storia: è fresco, sapido, profondamente romagnolo. Un Sangiovese che con il pesce si sente a casa, perché nasce in quella terra cullata dalla salinità dell'Adriatico e dalla brezza che accarezza le colline, dove l’anima marinara e quella contadina si incontrano da sempre.
Con la c***a selvaggia, questo legame torna a tavola nel modo più naturale.
𝘌𝘴𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘤𝘢𝘭𝘥𝘢, 𝘊𝘢𝘤𝘪𝘢𝘳𝘢 𝘧𝘳𝘦𝘥𝘥𝘰.
Anzi, freddissimo: la 𝘱𝘪𝘴𝘴𝘴𝘴𝘪𝘯𝘢 𝘥𝘪 𝘙𝘰𝘮𝘢𝘨𝘯𝘢.