20/07/2026
Non è per niente facile trovare le parole giuste per descrivere questo post; potrebbe prendere una forma squisitamente tecnica e allora si direzionerebbe su architettura e design: potrei spaziare tra materiali e forme impiegate, partendo dal contesto che ha ispirato tutto e dalla promenade tra gli ulivi che conduce all’ingresso della “chiesetta”, rivolto a sud dove un monte San Vicino attira lo sguardo dal portico; potrei parlare di un altare apparentemente fuori contesto e “fuori di testa”, realizzato dall’artista portoghese Vhils che ha realizzato quel quadro scavando l’intonaco realizzato ad hoc col martello pneumatico. E poi potrei citare il mattone, la pietra, l’abside e l’acquasantiera. Ma sarebbe troppo riduttivo per un luogo del cuore, un luogo che profuma di amore in ogni angolino e da ogni angolazione lo si osservi. Allora vorrei provare a cambiare prospettiva e punto di osservazione e portare il discorso sui sentimenti che hanno animato la progettazione e che continuano a invadere l’essenza di questo luogo. Sabato 18 Luglio 2026 è e rimarrà una data importantissima per questo luogo: sabato si è celebrato il primo matrimonio civile poiché il Frantoio L'Olinda è diventato ufficialmente “Casa comunale”. E sabato ho preso piena coscienza di una realtà: quando si progetta un posto di questo tipo si deve accettare le infinite essenze e trasformazioni che si succederanno nel tempo perché le anime che lo vivranno non saranno mai le stesse. Un luogo di questo tipo deve essere pensato come una quinta scenica, pronta ad accogliere senza invadere, a sostenere senza essere protagonista. Sabato però ho avuto anche l’onore di partecipare a questo “primo giorno” perché i protagonisti sono AMICI ed è stato un tripudio di sentimenti che non mi hanno fatto trattenere le lacrime, lacrime di gioia pura, di felicità per tanti motivi che uniti insieme non potevano che generare un’esplosione di emozioni pure. Mentre restavo a guardare con gli occhi pieni di lacrime, nel caldo di un meraviglioso pomeriggio di un Luglio, una gocciolina è scesa sulla mia spalla, dolcemente e dall’alto…(continua nel primo commento)