Rural Hack

Rural Hack Rural Hack è la task-force del Societing LAB dedicata all’agtech! 🌱

RuralHack è una task-force del programma Societing4.0 che svolge una parte di ricerca-azione dedicata ai temi della ruralità. RuralHack si dedica ai temi dell’innovazione nel foodsystem lavorando non SU ma CON le comunità rurali, creando ponti tra ricercatori, scienziati e i vecchi maestri della terra; tra hacker, artisti e contadini; tra realtà rurali delle aree interne e centri metropolitani. Ru

ralHack ci consente di sperimentare sul campo (e per campi) la nostra idea di modello mediterraneo dove le tecnologie non sono per forza causa di alienazione ed allontanamento dalla tradizione, dalla ruralità, dall’artigianalità della produzione ma possono diventare il mezzo per immaginare insieme ai giovani, agli artigiani, alle piccole imprese, agli imprenditori sociali, alle start-up, alla ricerca 4.0, alle istituzioni…un senso diverso della produzione, del lavoro, dell’ambiente e della società diventando, quindi, la chiave dello sviluppo sostenibile, a tutela della biodiversità, dell’ambiente e delle persone. RuralHack è un progetto inclusivo, se lavori con un dipartimento di ricerca che intende collaborare, se rappresenti un’azienda che condivide obiettivi e filosofia del progetto, se fai parte di un gruppo o associazione anche informale, se sei un attivista, un agricoltore, un appassionato, un hacker e ti fa piacere prendere parte al progetto scrivici su [email protected], perché fare le cose insieme è sempre meglio!

🇮🇹 La gastronomia sostenibile non riguarda soltanto la qualità del cibo o l'eccellenza culinaria.Riguarda il modo in cui...
18/06/2026

🇮🇹 La gastronomia sostenibile non riguarda soltanto la qualità del cibo o l'eccellenza culinaria.
Riguarda il modo in cui le società si relazionano ai territori, alla biodiversità, alla memoria e al mondo vivente.
Ogni cucina racchiude paesaggi, gesti, climi, storie e saperi collettivi accumulati attraverso le generazioni. Le culture alimentari non sono secondarie alle transizioni ecologiche. Ne fanno parte.
In un momento in cui i sistemi alimentari industriali continuano a standardizzare i gusti, i ritmi e i modelli di consumo, la gastronomia può contribuire a ricostruire relazioni: tra esseri umani e territori, tra piacere ed ecologia, tra cultura e mondo vivente.
Proteggere la gastronomia significa anche proteggere la biodiversità, la memoria culturale e la pluralità dei modi in cui gli esseri umani abitano la Terra.

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🇬🇧 Sustainable gastronomy is not only about food quality or culinary excellence.
It is about the way societies relate to territories, biodiversity, memory and the living world.
Every cuisine contains landscapes, gestures, climates, histories and collective knowledge accumulated across generations.
Food cultures are not secondary to ecological transitions. They are part of them.
At a time when industrial food systems continue to standardize tastes, rhythms and consumption patterns, gastronomy can help rebuild relationships:
between humans and territories,
between pleasure and ecology,
between culture and the living world.
Protecting gastronomy also means protecting biodiversity, cultural memory and the plurality of ways humans inhabit the Earth.

🇮🇹Paestum non è solo un sito archeologico. È una soglia.La triade grano, vite e olivo non erano decorazioni mitologiche....
17/06/2026

🇮🇹
Paestum non è solo un sito archeologico. È una soglia.
La triade grano, vite e olivo non erano decorazioni mitologiche. Erano un modo di abitare il mondo, di tenere insieme cibo, paesaggio, comunità e tecnica.

Con Rural Hack siamo stati lì per chiederci: cosa significa oggi innovare il sistema del cibo senza consumare le condizioni che lo rendono possibile?
𝐋𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐭𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐧𝐞. 𝐌𝐚 𝐥𝐞 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐞, 𝐬𝐢̀. 🌿

🇬🇧

Paestum is not just an archaeological site. It is a threshold.
The triad of wheat, vine and olive tree were not mythological decorations. They were a way of inhabiting the world, of holding together food, landscape, community and technique.
With Rural Hack, we came here to ask: what does it mean today to innovate the food system without consuming the very conditions that make it possible?
𝐓𝐡𝐞 𝐚𝐧𝐬𝐰𝐞𝐫𝐬 𝐚𝐫𝐞 𝐧𝐨𝐭 𝐚𝐦𝐨𝐧𝐠 𝐭𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐥𝐮𝐦𝐧𝐬. 𝐁𝐮𝐭 𝐭𝐡𝐞 𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐬 𝐚𝐫𝐞. 🌿

Parchi archeologici di Paestum e Velia Tiziana D'Angelo

🇬🇧 Food security is no longer only about controlling food.It is about understanding the fragility, and the resilience, o...
07/06/2026

🇬🇧 Food security is no longer only about controlling food.

It is about understanding the fragility, and the resilience, of the ecosystems that make food possible.

Global crises have shown the limits of hyper-centralized and purely efficiency-driven food systems.

The future of food resilience will depend on territories, communities, collective intelligence and adaptive ecosystems.

Farmers, researchers, citizens, cooperatives, innovators and local institutions are not peripheral actors.

They are living infrastructures of trust, knowledge and coordination.

On this World Food Safety Day, we believe resilient food systems cannot be built through technology alone.

They emerge from the capacity of communities to collaborate, adapt and regenerate together.

The future of food is not only industrial or technological. It is systemic, territorial and collaborative.

🇮🇹 La sicurezza alimentare non riguarda più solo il controllo del cibo.

La sicurezza alimentare non riguarda più solo il controllo del cibo. Riguarda la comprensione della fragilità, e della resilienza, degli ecosistemi che rendono il cibo possibile.

Le crisi globali hanno mostrato i limiti di sistemi alimentari ipercentralizzati e guidati esclusivamente dall'efficienza. Il futuro della resilienza alimentare dipenderà dai territori, dalle comunità, dall'intelligenza collettiva e dagli ecosistemi adattativi.

Agricoltori, ricercatori, cittadini, cooperative, innovatori e istituzioni locali non sono attori periferici. Sono infrastrutture vive di fiducia, conoscenza e coordinamento.

In questa Giornata Mondiale della Sicurezza Alimentare, crediamo che sistemi alimentari resilienti non possano essere costruiti attraverso la sola tecnologia. Emergono dalla capacità delle comunità di collaborare, adattarsi e rigenerarsi insieme.

Il futuro del cibo non è solo industriale o tecnologico. È sistemico, territoriale e collaborativo.

Oggi a pagina 16 de  Il Sole 24 ORE  trovate  un articolo del nostro Direttore Scientifico, prof. Alex Giordano, dal tit...
07/06/2026

Oggi a pagina 16 de Il Sole 24 ORE trovate un articolo del nostro Direttore Scientifico, prof. Alex Giordano, dal titolo "L’ombra degli algoritmi sulla sovranità della terra”.

È un contributo importante perché affronta una questione che attraversa in profondità il lavoro di ricerca-azione di Rural Hack: il rapporto tra agricoltura, dati, infrastrutture digitali, piattaforme e sovranità dei territori.

L’articolo prende avvio dall’accordo tra il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e Palantir per il progetto “One Farmer, One File”, ma il tema va ben oltre il caso americano. La domanda centrale riguarda anche l’Europa, il Mediterraneo e i nostri sistemi agroalimentari: cosa accade quando la complessità dell’agricoltura viene tradotta in dati, profili digitali, fascicoli amministrativi e sistemi di classificazione?

Per Rural Hack questa non è una domanda astratta. È uno dei nodi politici e culturali decisivi del nostro tempo. Da anni lavoriamo sull’innovazione nei sistemi agroalimentari cercando di evitare due derive opposte: da un lato la nostalgia antitecnologica, dall’altro l’idea che ogni tecnologia sia neutra, inevitabile e automaticamente positiva.

Il punto, come emerge dall’articolo, non è essere a favore o contro la tecnologia. Il punto è capire "chi la governa", secondo quali criteri, con quali interessi e con quali effetti sui territori, sugli agricoltori, sulle comunità rurali, sulla biodiversità, sul paesaggio e sulle economie di prossimità.

Quando i dati agricoli diventano la base per accedere a credito, assicurazioni, sussidi, logistica e servizi, non siamo più davanti a una semplice questione tecnica. Siamo davanti a una trasformazione della governance del cibo. I dati raccontano suoli, rese, vulnerabilità climatiche, pratiche produttive, investimenti, fragilità e potenzialità. Sono conoscenza operativa. Sono valore.

Da un lato, quindi, si apre il tema della privatizzazione e dell’estrazione dei dati agricoli: informazioni prodotte dal lavoro degli agricoltori, dai suoli, dalle pratiche quotidiane, dalle comunità e dai territori rischiano di diventare materia prima per piattaforme che trasformano questa conoscenza in valore economico, decisionale e finanziario.

Dall’altro lato, c’è un rischio ancora più profondo: la subordinazione dell’agricoltura a standard definiti da infrastrutture private. Se l’accesso a credito, assicurazioni, sussidi, logistica e servizi passa attraverso sistemi di classificazione costruiti altrove, allora non sono più solo i dati a essere estratti. Sono le forme stesse dell’agricoltura a essere orientate verso ciò che la piattaforma sa leggere, misurare e valorizzare.

In questo passaggio il cibo rischia di scomparire come prodotto vivo, relazione sociale, sapere territoriale e infrastruttura di comunità, per diventare semplicemente un asset: un oggetto classificabile, assicurabile, finanziabile, ottimizzabile, scambiabile. È un ulteriore attacco a chi produce valore nella materia viva dei territori, a favore di chi quel valore lo intercetta, lo organizza e lo estrae attraverso infrastrutture digitali e finanziarie.

Il rischio è che questo valore venga prodotto dai territori ma concentrato altrove, dentro piattaforme private o infrastrutture non pienamente governate in modo democratico. In questo modo, ciò che è grande, uniforme, standardizzabile e facilmente misurabile rischia di essere riconosciuto più facilmente rispetto a ciò che è locale, relazionale, policolturale, ecologico, familiare e situato.

È qui che il lavoro di Rural Hack trova una delle sue ragioni più profonde: contribuire a costruire una cultura dell’innovazione capace di partire dai territori e non di sorvolarli; capace di ascoltare la terra e non solo di interrogarla attraverso piattaforme; capace di mettere insieme tecnologie digitali, agroecologia, comunità, saperi locali e nuove forme di governance dei dati.

Per noi il futuro dell’agricoltura non può essere ridotto alla sola efficienza. Deve riguardare anche la giustizia, la redistribuzione del valore, la sovranità tecnologica, la qualità delle relazioni e la capacità delle comunità di orientare gli strumenti che entrano nella loro vita materiale.

L’articolo del prof. Giordano apre quindi una riflessione urgente: se i sistemi digitali che governano l’agricoltura non sanno riconoscere le differenze dei territori, quelle differenze rischiano di smettere di contare.

Ed è proprio su questa soglia che Rural Hack intende continuare a lavorare: non contro l’innovazione, ma per un’innovazione governata, situata, pubblicamente discutibile e capace di restituire potere ai territori.

Invitiamo la nostra comunità a leggere l’articolo e ad aprire insieme questa discussione. Perché parlare di dati agricoli oggi significa parlare del futuro del cibo, della democrazia, della terra e della nostra capacità di abitare il mondo.

Oggi il mondo dell'alimentazione sostenibile perde una delle sue voci più visionarie.Carlo Petrini ha profondamente tras...
22/05/2026

Oggi il mondo dell'alimentazione sostenibile perde una delle sue voci più visionarie.
Carlo Petrini ha profondamente trasformato il modo in cui pensiamo il cibo: non come semplice prodotto o mercato, ma come legame vivo tra territori, culture, biodiversità e comunità umane.

Molto prima che temi come sistemi alimentari sostenibili, sovranità alimentare o transizione ecologica diventassero centrali nel dibattito internazionale, difendeva già una visione fondata sul rispetto dei produttori, dei saperi locali e degli equilibri tra l'essere umano e il vivente.

Attraverso Slow Food, Terra Madre e l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ha contribuito alla nascita di un movimento globale capace di riunire agricoltori, artigiani, ricercatori, chef, cittadini e nuove generazioni attorno a una stessa convinzione: il cibo è una questione culturale, sociale, ambientale e politica.

Noi di Rural Hack rendiamo omaggio a un pensiero che ha contribuito in modo significativo ad aprire la strada a un approccio sistemico e collettivo, dove innovazione, trasmissione, cooperazione e radicamento territoriale avanzano insieme al servizio di un'alimentazione più sostenibile e più umana.

La sua eredità continuerà a ispirare tutte le persone che lavorano per costruire modelli alimentari più sostenibili, più equi e profondamente umani.

🇮🇹 La biodiversità non è solo un valore da proteggere. In alcuni sistemi agricoli mediterranei, è già uno strumento prod...
22/05/2026

🇮🇹 La biodiversità non è solo un valore da proteggere. In alcuni sistemi agricoli mediterranei, è già uno strumento produttivo attivo. Lavanda, rosmarino, menta: piante aromatiche integrate tra i filari degli oliveti che regolano naturalmente parassiti come la mosca dell'olivo, attraggono insetti utili e rafforzano la resilienza delle colture.

Diversificare le specie non significa rinunciare alla produzione. Significa costruire un sistema più equilibrato, capace di autoregolarsi nel tempo. Un altro modo di pensare il campo, e di abitarlo.

Se vuoi saperne di più, leggi il paper completo sul nostro sito 👉 Link nel primo commento.
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🇬🇧 Biodiversity isn't just a value worth protecting. In some Mediterranean farming systems, it's already an active production tool. Aromatic plants like lavender, rosemary, and mint, integrated between olive rows, naturally regulate pests such as the olive fruit fly, attract beneficial insects, and strengthen crop resilience.

Diversifying species doesn't mean giving up on production. It means building a more balanced system, one capable of self-regulating over time. A different way of thinking about the field, and inhabiting it.

If you want to learn more, read the full paper on our website 👉 Link in first comment.

Il prof. Alex Giordano, nostro direttore scientifico, ha partecipato alla Food and Agriculture Organization of the Unite...
18/05/2026

Il prof. Alex Giordano, nostro direttore scientifico, ha partecipato alla Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO) , a Roma, alla General Assembly del World Food Forum Italy Youth Chapter, dove è stato invitato come Guest Speaker.

Nel suo intervento ha affrontato alcuni dei temi centrali del lavoro di Rural Hack: il ruolo delle nuove generazioni nella trasformazione dei sistemi agroalimentari, il rapporto tra cibo, tecnologia e comunità, la necessità di costruire modelli di innovazione capaci di tenere insieme sostenibilità, giustizia sociale e dignità dei territori.

Un passaggio importante è stato dedicato anche al tema dei dati, delle piattaforme e dell’intelligenza artificiale: strumenti che possono contribuire a rendere i sistemi agroalimentari più sostenibili e resilienti, ma che devono essere orientati da una visione politica, culturale ed ecologica capace di evitare nuove forme di estrazione e disuguaglianza.

La partecipazione alla General Assembly conferma il percorso di collaborazione tra Rural Hack e il World Food Forum Italy Youth Chapter, una comunità internazionale di giovani impegnata a tradurre le grandi sfide globali del food system in azioni locali, ricerca, advocacy e cooperazione.

Per Rural Hack, continuare a lavorare con le nuove generazioni significa costruire insieme futuri più desiderabili, più giusti e più sostenibili.

ENG:
Prof. Alex Giordano, Scientific Director of Rural Hack, took part in the General Assembly of the World Food Forum Italy Youth Chapter at FAO in Rome, where he was invited as a Guest Speaker.

In his speech, he addressed some of the core themes of Rural Hack’s work: the role of new generations in transforming agrifood systems, the relationship between food, technology and communities, and the need to build innovation models capable of bringing together sustainability, social justice and the dignity of territories.

A key part of his contribution was also dedicated to data, platforms and artificial intelligence: tools that can help make agrifood systems more sustainable and resilient, but that must be guided by a political, cultural and ecological vision capable of preventing new forms of extraction and inequality.

His participation in the General Assembly confirms the ongoing collaboration between Rural Hack and the World Food Forum Italy Youth Chapter, an international youth community committed to translating the major global challenges of the food system into local action, research, advocacy and cooperation.

For Rural Hack, continuing to work with new generations means building more desirable, fairer and more sustainable futures together.

“4 Worlds, 1 System” 🌍An international day of dialogue focused on the future of global agri-food systems, bringing toget...
14/05/2026

“4 Worlds, 1 System” 🌍

An international day of dialogue focused on the future of global agri-food systems, bringing together diplomacy, cooperation and innovation.

Young researchers, institutions and professionals from different backgrounds gathered at the Farnesina to share ideas, perspectives and concrete proposals on emerging global scenarios.

An open conversation about the present and the challenges that will shape the future.

08/05/2026

Gli alumni di Rural Hack condividono la loro esperienza presso la Coop. Agricola Nuovo Cilento: tre giorni tra i campi del Cilento che hanno mostrato come tecnologia e AI possano essere strumenti di connessione tra comunità, ricercatori e agricoltori.

Un percorso che parte dal suolo, dalle piante bioindicatrici e dall'agritech: un'esperienza concreta che dimostra come innovazione e territorio possano crescere insieme 🌿

👉 Per saperne di più leggi l'articolo completo Aprile alle Erbe nel Cilento: ricerca, erbe spontanee e FoodSystem 5.0.

07/05/2026

Tre giorni nel Cilento per mettere a punto anni di esperienza sul campo.
Il professore e agronomo Felice Suma ha partecipato a questa tre giorni nel Cilento, caratterizzati dall'individuazione delle piante bioindicatrici che raccontano lo stato di salute del suolo dal punto di vista fisico, chimico e microbiologico.

Attraverso sopralluoghi diretti sui campi della Cooperativa Nuovo Cilento, gestiti secondo principi agroecologici, abbiamo conosciuto le specie spontanee che crescono dove la terra è trattata bene: piante che aumentano la biodiversità, che portano importanti benefici per le coltivazioni e che custodiscono una storia lunga di usi alimentari e non solo 🌿

👉 Per saperne di più leggi l'articolo completo Aprile alle Erbe nel Cilento: ricerca, erbe spontanee e FoodSystem 5.0

Indirizzo

Località Ortale
San Mauro Cilento
84070

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