Qui, i proprietari, forti di antiche tradizioni vinificatorie, nel 1969 avevano impiantato un vigneto utilizzando le migliori qualità di vitigni autoctoni. In un tempo più recente, precisamente nel maggio 1989, Giancarlo Lanza e Giulia Andreozzi, sua moglie, acquistano il vigneto e ne fanno un complesso agrario chiamato “I Botri”. Giancarlo è un enologo, Giulia una sommelier. Ambedue sono dotati d
i notevole sapienza enologica. A questa, uniscono passione e puntiglio, due necessarie virtù, atte a fare del vino “nettare e sollievo degli uomini”. Ammodernano l’azienda originaria, innovano i sistemi di produzione del vino mantenendone inalterati la tipicità, il gusto: in altre parole, le peculiarità del prodotto locale (Morellino di Scansano e Bianco di Pitigliano). Si orientano verso “Il biologico” come sintesi della loro attività, dimostrando in tale scelta notevole lungimiranza. Nel 1994 ottengono la certificazione di “Azienda Biologica” (reg. CEE legge 2092/91), primi a produrre in maremma Morellino di Scansano Biologico. Il vigneto
La vigna “I Botri” si estende per circa sette ettari, su due poggi in località I Botri (da qui, la sua denominazione). Il posto si trova di fronte all’abitato Etrusco del Ghiaccio Forte sulla via Aquilaia, a una dozzina di Km da Scansano (prov. Di Grosseto). Dista circa 20 Km in linea d’aria dal Tirreno e domina la valle del fiume Albenga, ariosa, ricca di ondulazioni, come sono in genere le vallate toscane. Del terreno, quattro ettari vengono coltivati a bacca rossa: il Sangiovese è presente con due cloni di Morellino per il 90% e con il Prugnolo gentile per il restante 10%; l’Alicante, che è un clone di Grenache, il Ciliegiolo. un ettaro invece è coltivati a bacca bianca: i vitigni sono Il Procanico, clone del Trebbiano toscano, la Malvasia, il Vermentino e l'Ansonica. Sistemi di combinazione e cloni diventano oggetto di studio da parte dell’istituto di viticoltura di un’università toscana.