01/11/2025
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In Italia, la sera della vigilia dei morti, tra il 1° e il 2 novembre, si praticano una serie di rituali collegati al cibo, che manifestano il rapporto che i vivi cercano di riallacciare con i defunti.
Il cibo, con il suo valore conviviale, familiare e sociale, rende l’azione del mangiare tanto importante quanto il pregare ma con un significato ancora più profondo, che potessero tornare nelle proprie case per consumare il cibo preparato loro dai parenti. Da qui l’usanza, in varie regioni italiane, di imbandire una tavola completa la sera precedente il 2 novembre, lasciandola così per tutta la notte.
In quelle regioni italiane dove la tradizione si è mantenuta più viva, è ancora presente la credenza che i morti passino in processione nelle città o nei paesi e quindi i parenti si adoperano per preparare del cibo che viene lasciato sul davanzale delle finestre.
In alcune regioni la commemorazione dei defunti è ancora oggi una vera festa dedicata ai bambini, con doni, frutta e dolci portati in regalo dagli spiriti dei parenti.
Un’altra usanza molto diffusa in tutta Italia, è la questua dove i bambini, prima di cena, andavano a bussare alle porte delle case dicendo “Morti, morti!”, ricevendo in cambio frutta e dolci