Ha mantenuto viva una tradizione che abbiamo sempre sentito nostra, consapevoli allo stesso tempo di essere parte di qualcosa di più grande, di una storia molto più antica: quella della nostra terra, la Sicilia. Percepiamo come sacra la responsabilità di custodire questa memoria e di donarla ad altri. Nel momento in cui accogliamo i visitatori in cantina, li accompagniamo tra le vigne, li lasciamo
respirare la brezza marina tra i filari e degustiamo insieme a loro i nostri calici di storia: Drus e Fanus, Don Nuzzo e Jaraya, Pretiosa, Fania, Saliens, Akram. Mai come oggi il vino è riscoperta del territorio e noi, con il nostro quotidiano lavoro di viticoltori, siamo interpreti consapevoli di questa lunga e avvincente narrazione che si rinnova a ogni vendemmia, a ogni bottiglia stappata, a ogni calice riempito, a ogni brindisi. Perché in un semplice calice di vino c’è una ricchezza incommensurabile: la storia della nostra antica città, c’è l’incontro di culture diverse che si sono mescolate, sovrapposte, fuse, c’è il vissuto di generazioni che hanno tramandato valori, sacrificio, saggezza. Apriamo ai nostri visitatori lo scrigno che contiene questi incredibili doni. Lasciamo che se ne riempiano gli occhi e che, alla fine, portino con loro qualcosa: un ricordo piacevole, un’intensa emozione, una sensazione insolita, una nuova amicizia nata intorno a una bottiglia di vino.