18/04/2026
Il 2025 della ristorazione ha registrato una (moderata) crescita, pur in presenza di numerose criticità strutturali e di un contesto segnato dal rallentamento dell’economia e da tensioni internazionali. questo il Rapporto Ristorazione 2026 di FIPE -Confcommercio, presentato a Roma dall’Ufficio Studi della Federazione, diretto da Luciano Sbraga che ha presentato e moderato l’evento e che ha visto l’intervento del Presidente Lino Enrico Stoppani e le testimonianze di Alessandro Negrini e Fabio Pisani, chef-patron del gruppo Aimo e Nadia, e di Betty Staccoli dello Staccoli Caffè di Cattolica.
I dati parlano chiaro: i consumi raggiungono i 100 miliardi di euro (+0,5% sul 2024), mentre il valore aggiunto si attesta a 59,3 miliardi, in aumento dello 0,5%.
Numeri positivi, ma ancora inferiori ai livelli pre-Covid (-5,4%), segnale di una ripresa non ancora completa.
Il tessuto imprenditoriale conta 324.436 imprese, in lieve calo (-1%). A pesare è soprattutto il comparto bar (-2,2%), mentre i ristoranti restano sostanzialmente stabili (-0,4%). In controtendenza, cresce il segmento del banqueting e della ristorazione collettiva (+3,5%), indicando un’evoluzione dei modelli di business.
Sul fronte dei prezzi, si registra un aumento del 3,2%, legato all’adeguamento post-inflazione. Nonostante ciò, la ristorazione italiana si mantiene competitiva rispetto al panorama europeo. Più prudente invece l’approccio agli investimenti: nel 2025 il 28,4% delle imprese ha investito in ammodernamenti, mentre il 25,8% prevede di farlo nel 2026, anche a causa delle incertezze legate ai costi energetici.
Il dato più critico riguarda il lavoro: l’occupazione dipendente cala di oltre 114.000 unità (-10,3%) e il 50% delle imprese segnala difficoltà nel reperire personale. Il settore resta giovane (61,6% under 40), ma cresce il peso degli over 60, unico segmento in aumento. Anche la produttività continua a rappresentare un limite strutturale, in calo rispetto al 2024.
Nel complesso, emerge un settore resiliente, ma attraversato da cambiamenti profondi, in cui numeri positivi convivono con criticità strutturali ancora aperte.