Come tutti i personaggi che abitano la fantasia l'idea dell'Ottavo Nano...
Grappolo nasce dall'amore di un desiderio recondito e di una notte
insonne. Il nostro cammino parte nel Novembre 2010 quando un sabato mattina
raggiungiamo la località valtellinese di Quigna (comune di Teglio) per
visionare un vigneto in vendita (visto su Internet qualche notte prima). Ad accoglierci un mercante, un paesagg
io schivo, un rudere in disgrazia e
delle giovani piantine di "uva nebbiolo" timidamente spoglie rispetto ai
baldanzosi vigneti dei dintorni. Subito il buon mercante di sogni forte della propria arte ammaestra ed
affascina i nostri pensieri con abili magie, siamo rapiti. Ripartiamo ormai ostaggi di un sogno. Ma la realtà è ben diversa, la crisi economica che infuria, le continue
cassandre che descrivono scenari futuri sempre più cupi, la consapevolezza
di non avere il forziere adatto, l'egoismo di non mettersi in gioco, il
peso delle responsabilità, la grigia logica del profitto sicuro, la paura
di non farcela. Ma i sogni quando non svaniscono all'alba......crescono! Come la vite che germoglia in luoghi impervi, che resiste alle intemperie,
che sopravvive ai parassiti, che fruttifera anche quando "l'annata non è
buona", che sfida il freddo dell'inverno per trionfare nei caldi colori
dell'autunno. Una sera, quella sera, immersi in un convivio di cibo ed emozioni, tra gli
schiamazzi dei piccoli ed il vociare dei calici, l'elegante dama, scaltra
ed arguta, lo scorse tra la nebbia della serenità era così intento ad
osservarci da non accorgersi d'esser visibile, la dama subito con voce
ferma e decisa lo appellò...
"Ottavo Nano... Grappolo".