21/01/2026
Nel 1584 il filosofo e scrittore italiano Giordano Bruno scrisse che «Non è la materia che genera il pensiero, ma il pensiero che genera la materia.»
Per Bruno ogni creazione umana – un libro, un quadro e quindi anche un vino - nasce prima come intuizione silenziosa, come lampo nell’ombra.
La medesima luce creativa si è accesa in noi più di dieci anni fa e ha illuminato un grandissimo vitigno di Valtellina, l’unica varietà bianca autoctona, che abbiamo deciso di salvare dall’oblio a cui sembrava destinata.
Da allora sono passati tanti anni e dalle poche piante centenarie rimaste abbiamo raccolto le gemme e creato nuova vita arrivando ad una magnifica prima produzione nel 2022 per poi ripetersi in crescendo negli anni successivi. Fino a giugno del 2025 con una vera e propria consacrazione per quest’antica varietà autoctona bianca con l’iscrizione nel prestigioso “Registro Viticolo Nazionale” con l’evocativo e splendido nome di Biancaretia.
Quattro secoli dopo, quindi, le parole di Giordano Bruno non hanno perso forza.
Ci ricordano che i mondi che abitiamo – quelli tangibili e quelli che ancora non esistono – sono il riflesso delle idee che abbiamo il coraggio di coltivare.
Ogni pensiero audace è un atto di creazione: una scintilla capace di cambiare il futuro, di ampliare il modo in cui vediamo, viviamo e, in questo caso, beviamo.
Viva la Biancaretia, viva tutti gli antichi vitigni di Valtellina.
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