Il progetto CanapaFarm parte dalla Basilicata, una delle regioni italiane attualmente più attive nell’ambito della canapicoltura. Il progetto si basa dunque sulla diversificazione della coltivazione, sull’ottimizzazione del ciclo produttivo e sulla riduzione degli sprechi. L’attività di ricerca svolta dell’Ass. CanapaFarm tende al raggiungimento di un equilibrio, che consenta all’azienda agricol
a di essere autosufficiente: filiera corta, risparmio energetico, rifiuti zero. Dunque un modello di Azienda agricola sostenibile, autosufficiente e riproducibile. Il principale strumento di verifica dell’azioni messi in campo dall’Ass. è la realizzazione di un ciclo di colture sperimentali di canapa che conduca, attraverso il monitoraggio e l’ottimizzazione dei processi finalizzati alle migliori rese in termini di biomassa e di semi, alla definizione di un modello produttivo di azienda agricola, la Farm appunto, che dimostri realmente di essere sostenibile, autosufficiente e riproducibile. Questa prospettiva è a fondamento dell’intero progetto CanapaFarm, per il quale la collaborazione con un’importante Azienda agricola lucana rappresenta oggi una concreta occasione per definire un valido framework di ri-economy. In quest’epoca in cui diventa sempre più permeante il concetto di “resilienza”, cioè la capacità di un sistema di assorbire i disturbi e di riorganizzarsi durante un cambiamento, la canapa rappresenta un’opportunità unica di sviluppo rinnovabile, un “capitale naturale” a disposizione dell’uomo per un avanzamento economico, alimentare, tecnologico e culturale. Bisogna mettere al centro l’uomo e il suo benessere, in stretta relazione con l’ambiente che lo “ospita”, guardando ai processi virtuosi legati alla canapa, considerata nelle sue molteplici declinazioni in ambiti e settori specifici. La sostenibilità non costituisce soltanto una responsabilità di cui farsi carico, ma anche un’opportunità concreta che può spingerci verso forme di innovazione e di differenziazione, prefigurando l’accesso a nuovi mercati.