La Dame Rouge bottiglieria

La Dame Rouge bottiglieria L'arte di degustare richiede impegno,serieta' e passione, per coinvolgere i sensi e soprattutto impressionare i ricordi...

Radici della scuderia.Nel silenzio delle colline di Villa di Maser, dove la luce si posa lenta sui filari, nasce questo ...
19/05/2026

Radici della scuderia.

Nel silenzio delle colline di Villa di Maser, dove la luce si posa lenta sui filari, nasce questo Carménère come una storia che ha avuto il tempo di maturare senza fretta.
Nel calice si apre con un rosso profondo, quasi notturno, attraversato da bagliori che raccontano il passare degli anni come un segreto custodito bene.
18 mesi di riposo in barrique di secondo o anche terzo passaggio…
Perché non vogliamo che dal nostro calice si beva legno, ma solo frutto…
Il suo profumo è un respiro di ciliegia e mora, poi l’anima più tipica del vitigno emerge con discrezione, tra sfumature di pepe nero, erbe selvatiche e una nota verde, viva, come memoria della vite.
Col tempo, il vino cambia voce.
Si addolcisce e si fa più intimo: affiorano sentori di cacao amaro, tabacco fine, cuoio leggero, come pagine ingiallite di un racconto che ha trovato equilibrio.
Il sorso è pieno ma composto, guidato da tannini setosi e da una freschezza che tiene il vino in movimento, come un respiro continuo.

Non impone, accompagna.
E nel finale resta a lungo, con una scia speziata e sapida che sembra non voler abbandonare il ricordo. È un vino che non chiede attenzione: la conquista. Un Carménère che non parla sottovoce, e resta nella memoria come le cose vere, quelle che il tempo non consuma, ma affina.

Vi aspetto a Villa di Maser

Come ogni mattina, le finestre della Villa si sono aperte una dopo l’altra, lasciando entrare la luce morbida del mattin...
10/05/2026

Come ogni mattina, le finestre della Villa si sono aperte una dopo l’altra, lasciando entrare la luce morbida del mattino, e anche le pareti affrescate sapevano che stavano per arrivare ospiti speciali.
Le mie meravigliose colleghe, Chiara e Valentina, si sono subito attivate con quella delicatezza che nasce solo quando si accoglie qualcuno con il cuore prima ancora che con le mani.
Sapevamo che stava per arrivare un gruppo di ragazzi con profonde disabilità. Un arrivo importante, non semplice, perché una Villa così antica, storica e fragile richiede attenzione continua, soprattutto quando deve diventare accessibile a chi affronta ogni giorno fatiche che molti di noi non riescono nemmeno a immaginare.
E proprio mentre tutto prendeva forma, è arrivato il grande Filippo.
Grande davvero: quasi un metro e novanta di bontà, con un sorriso limpido e gentile, pronto ad aiutare in ogni cosa. Lui, Chiara e Valentina si sono mossi insieme come in una piccola missione silenziosa: hanno preparato la rampa, controllato ogni accesso, verificato che tutto funzionasse alla perfezione.
Non c’era agitazione nei loro gesti, ma cura. Quella cura rara che trasforma un luogo storico in un luogo umano.

Poi sono arrivati loro.
I nostri amici.

Sono stati accolti come meritavano: con rispetto, attenzione e dolcezza.
E forse molti di noi non comprendono davvero la fatica che può significare arrivare fin lì, e attraversare quegli spazi, per arrivare a sentirsi parte di un luogo così carico di storia e bellezza.
Alcuni di loro non hanno potuto raccontare a parole l’emozione provata e non hanno potuto esternare completamente la gioia.
Ma nei loro sguardi c’era qualcosa di profondissimo !

Perché a Villa di Maser non sono soltanto gli affreschi o l’arte a parlare !
La prima cosa che si percepisce, entrando, è la pace.
E ieri quella pace ha accolto tutti, senza differenze.
Noi staff della Villa vogliamo continuare a esserci così:
pronti, presenti e disponibili ad accogliere anche i nostri amici meno fortunati, perché la bellezza, quella vera, esiste soltanto quando può essere condivisa da tutti !

L’incanto dei sensi :affreschi, vigne e calici…con la Sommelier di Villa Maser
23/04/2026

L’incanto dei sensi :

affreschi, vigne e calici…

con la Sommelier di Villa Maser

Sì è conclusa anche questa edizione di Vinitaly, lasciandomi un’emozione profonda e autentica.Le vostre visite, il vostr...
18/04/2026

Sì è conclusa anche questa edizione di Vinitaly, lasciandomi un’emozione profonda e autentica.
Le vostre visite, il vostro sguardo attento e la vostra curiosità nel conoscere Villa Maser e i suoi vini — espressione più pura della nostra terra e della nostra visione — sono state per me fonte di grande ispirazione.
Ogni incontro ha rafforzato il valore di ciò in cui credo ogni giorno: vini che raccontano una storia, un’identità, un impegno costante verso l’eccellenza.
Desidero rivolgere un sincero complimento a Vittorio Dalle Ore, proprietario della villa e anima del progetto, per la dedizione, la visione e la qualità che riesce a trasmettere in ogni dettaglio.
Questo entusiasmo si trasforma oggi in nuovi progetti, nuove prospettive e nella volontà di proseguire con coerenza e passione il mio percorso.
Un ringraziamento speciale va a tutte le persone che rendono possibile tutto questo: i collaboratori, i ragazzi della vigna, le ragazze dell’accoglienza e ogni membro dello staff. È grazie alla loro dedizione che questa visione prende forma ogni giorno, con eleganza e autenticità.
Villa Maser vi aspetta, per continuare insieme questo viaggio.

Ma guarda cosa succede a Belluno…Incontro Marcel Reichmuth e i suoi vini per la prima volta…vini Cuneesi…zona Dogliani…O...
23/07/2025

Ma guarda cosa succede a Belluno…
Incontro Marcel Reichmuth e i suoi vini per la prima volta…vini Cuneesi…zona Dogliani…

Ogni annata è per lui una nuova avventura ed esperienza.
Poiché ogni anno la natura dona delle uve che possiedono le basi per un vino favoloso,
ma sempre diverse rispetto all'anno precedente.

I suoi vini variano nel sapore di anno in anno e la sua è una visione unica e controcorrente.

Instancabili e con tanta passione potano le viti d'inverno riducendo le uve a meno di 500g per metro quadro.
Per ottenere la materia prima perfetta per un vino vivo !

Sono vini individuali, sempre un po' fuori dagli schemi che rinunciano alle denominazioni DOC e DOCG per poter essere unici come lui.

Si parla di Piwi,di macerazioni e di incredibile longevità….
Spero di andarlo a trovare presto…

Chissà che fine aveva fatto Gianantonio ( Posocco )… L’ultima volta che l’ho incrociato, era tra calli e canali, immerso...
10/07/2025

Chissà che fine aveva fatto Gianantonio ( Posocco )… L’ultima volta che l’ho incrociato, era tra calli e canali, immerso anima e corpo nella sua affascinante "Laguna nel bicchiere".
Poi: silenzio. Sparito come un buon vino dimenticato in cantina (ma di quelli che migliorano col tempo, sia chiaro).

Ed ecco che, quasi per caso, me lo ritrovo lassù, tra le colline dei monti Vittoriesi, con la stessa passione di sempre e, forse, anche con qualche grappolo di entusiasmo in più.

Mi sento sinceramente fortunata ad averlo ritrovato. Perché ritrovare Gianantonio significa ritrovare vini autentici, storie vere e quella rara capacità di far convivere tradizione e visione.

Quando il navigatore (sbagliando alla grande) mi ha portata davanti a una tranquilla casa di famiglia, di lui – naturalmente – nessuna traccia.
E infatti, dov’era finito?
Ingurgitato dalle sue vigne, ovvio. Perché Gianantonio non si trova con un citofono: si trova tra i filari, immerso fino al cuore.

E dimenticate il semplice concetto di “cantina”. Qui si parla di un autentico Vin de Garage. Niente fronzoli, solo l’essenziale. Ma l’essenziale, qui, è tutto:
c’è l’Uva. C’è la Vigna.
Nuda, cruda, vera.
Un mosaico di vitigni Piwi e varietà antiche, di viti vecchie e adolescenti che convivono tra i pendii.

Ci sono nomi che sembrano usciti da un libro di poesia enologica: Verdiso, Perera, Bianchetta, Boschera, ma anche Glera, Sauvignon Gris piantato “sodo” nel 2020, in una sfida controcorrente e (pare) vincente. I vitigni internazionali qui trovano finalmente la pace. E Raboso e Refosco? Vanno a nozze, senza bisogno di inviti formali.

La vinificazione? In tino di legno, con tre follature al giorno – rigorosamente sotto i 30°. C’è metodo, ma anche ascolto. Qui la fermentazione è un dialogo, non un processo.

E poi ci sono fichi, amoli, nespole, pomodori e r**e rosse… perché questa non è solo una cantina. È un ecosistema emotivo, un luogo dove la natura e l’uomo non si ignorano, si rispettano, si esaltano a vicenda.

Un paradiso imperfetto e meraviglioso, dove ogni bottiglia racconta non solo il vino, ma chi lo fa. E io mi sento sinceramente fortunata ad aver ritrovato Gianantonio – e il suo mondo.

Oggi incontro per la prima volta nel bicchiere, Angelo Negro.Il caldo era insopportabile. Tanti km addosso. Poco tempo p...
26/06/2025

Oggi incontro per la prima volta nel bicchiere, Angelo Negro.
Il caldo era insopportabile. Tanti km addosso. Poco tempo per pranzare.
Accetto subito la proposta della sommelier, ma senza farci caso.
In silenzioso raccoglimento viene versato il vino…

Una sorgente di liquido fresco, solido e caldo.
La sensazione piacevole di qualcosa di fossile e di antico.

La vita sorprende sempre

Angelo Negro

Roero (Cuneo)
Terreni vitati di proprietà dal 1670.

Roero Arneis Riserva
Perdaudin
2020

Esperienza multisensoriale ad alta quota enologica.Non capita tutti i giorni di trovarsi a brindare con Marcello Lunelli...
01/06/2025

Esperienza multisensoriale ad alta quota enologica.

Non capita tutti i giorni di trovarsi a brindare con Marcello Lunelli – e ancor più raramente capita che la sete venga soddisfatta con abbinamenti tanto impeccabili da far dubitare si tratti di pura casualità.

Diciamolo: Ferrari è quel genere di nome che, quando lo vedi sulla bottiglia, puoi permetterti di spegnere il cervello e accendere il calice. Garanzia certificata, vintage dopo vintage.

La sequenza è da manuale, o forse da sogno:
• Perlé Bianco 2016 (96 mesi sui lieviti) – abbinato con Ricciola marinata: lodevole dimostrazione che l’affinamento estremo non è solo una questione di tempo, ma di talento.
• Riserva Lunelli 2015 (69 mesi) – con Capasanta e passion fruit: verticalità ed esotismo si stringono la mano e brindano anche loro.
• Giulio Ferrari 2010 – su Sogliola alla mugnaia: classe pura, da entrambi i lati del piatto. Il b***o si commuove.
• Giulio Rosé 2010 – con ricci di mare e bottarga: chi ha detto che il mare non può permettersi un’eleganza da red carpet?

Non resta molto da aggiungere, se non un brindisi convinto e rumorosamente felice:
“Viva il Trento DOC”, che riesce ancora a stupire anche quando lo si conosce bene.

La visita da Stefano Menti non è stata una scoperta, ma una piacevole conferma: qui si respira la solidità di chi non ha...
25/05/2025

La visita da Stefano Menti non è stata una scoperta, ma una piacevole conferma:
qui si respira la solidità di chi non ha bisogno di stupire, perché ha già convinto da tempo.
Nessuna rivoluzione copernicana, solo la solida e rassicurante grandezza della Garganega, trattata con rispetto, intuito e un pizzico di anarchia contadina.

Si parte con il Roncaie 2022, una bollicina diretta, fresca, senza fronzoli. Tipo quella persona che non parla molto, ma quando lo fa dice esattamente quello che serve.

Poi il Paiele2023:
se cercate un vino da tutto pasto con senso del ritmo, eccolo. Scintilla ma sotto le paillettes c’è sostanza.

Arriva il Monte del Cuca 2021: la porta d’ingresso agli Orange Wine per chi non vuole farsi male. Macerazione in fermentazione (per i feticisti del tannino lieve), un piede in cemento e l’altro in botte grande. Roba seria, ma con l’aria da vino che ti fa l’occhiolino.

Poi scendiamo nel profondo con Riva Arsiglia 2019 e 2021. È qui che gli idrocarburi iniziano a sussurrare storie. Chi ama gli ossimori aromatici capirà: freschezza minerale che sa di idrocarburo e poesia flintosa.

Qualcuno, non a torto, ha detto che questa non è più Gambellara, ma una certa GambelLOiRA.
La Loire di Stefano, insomma.

Lui, maestro del vino antico, non fa proclami. Fa vino. E lo fa bene. Con quella calma da chi sa che il tempo è il miglior alleato. E che il cemento, se usato con intelligenza, può parlare più di mille barrique.

In un Maggio che sembrava aver firmato un contratto a tempo indeterminato con la pioggia, ho colto al volo l’unica ora d...
24/05/2025

In un Maggio che sembrava aver firmato un contratto a tempo indeterminato con la pioggia, ho colto al volo l’unica ora di sole come se fosse un invito personale da parte del cielo – e sono passata da Stefano Menti.

L’accoglienza?
Quella di un oste d’altri tempi, o meglio, di un vecchio amico che ti apre la porta con un sorriso capace di deumidificare anche l’anima.
Stefano non fa solo vino: pratica una forma di vinificazione consapevole, quasi meditativa, in cui ogni scelta – dalla vigna alla bottiglia – ha il chiaro intento di disturbare il pianeta il meno possibile.

La protagonista qui è la Garganega, che lui tratta come una vecchia compagna di studi: la conosce, la rispetta, la lascia parlare. E lei, cresciuta su suoli vulcanici, tra basalti neri e rocce minerali, non delude: racconta il territorio con una voce sapida, verticale, senza bisogno di effetti speciali.

Insomma, non si beve un Menti per sete: si sceglie. E una volta scelto, si abbraccia. Anche metaforicamente.

Indirizzo

Treviso
31100

Orario di apertura

Martedì 09:30 - 13:00
17:00 - 20:00
Mercoledì 09:30 - 13:00
17:00 - 20:00
Giovedì 09:30 - 13:00
17:00 - 20:00
Venerdì 09:30 - 13:00
17:00 - 20:00
Sabato 09:30 - 13:00
17:00 - 20:00

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