04/10/2026
Su la Repubblica il mio articolo:
Le “punturine” dimagranti? Inutili senza dieta bilanciata e attività fisica
In assenza di un corretto bilancio calorico si otterrà un blando effetto dimagrante e un aumento degli effetti collaterali
Se il pensiero del cibo è costantemente presente come delle voci di sottofondo della propria vita; se capita che non si sia ancora finito un pasto senza pensare già a quello successivo, allora può essere un’ossessione alimentare. Una sorta di leitmotiv persistente che permea la vita. Molte persone trovandosi in questo stato emotivo faticano a gestire il proprio peso. I nuovi farmaci GLP-1 per il diabete e la perdita di peso, sono stati un sollievo per tali soggetti perché chi li assume spesso riferisce che, oltre alla perdita di peso, uno degli effetti principali di questi trattamenti è quello di placare i pensieri sul cibo, talvolta allontanandolo naturalmente.
Un rapporto del 2025 ha definito tale condizione “rumore alimentare” cioè pensieri persistenti sul cibo, che ovviamente sono percepiti come indesiderati e angoscianti perché possono causare problemi sociali, mentali o fisici. Pensare di cercare di mangiare in modo più sano è una cosa giusta ma il pensiero costante fin ossessivo è un eccesso patologico.
Talvolta passate esperienze di diete molto restrittive o i vari tentativi di perdere peso possono incidere negativamente sulla psiche. Infatti, le limitazioni di cibo, eccessive e improvvise, fanno scattare nella mente un bisogno di cibo. Anche perché bisogna tenere in equilibrio tutte le reazioni enzimatiche metaboliche che il corpo era abituato a produrre. L’approccio migliore è consumare pasti regolari senza salti lunghi che fanno maggiormente desiderare il cibo. Trovare il giusto tempo da dedicare ai pasti è già un modo per arginare l’approccio frenetico verso il cibo o temporeggiare masticando sempre qualcosa magari anche di natura ipercalorica.
Lo stress prolungato può indurre il corpo a produrre più cortisolo, un ormone che può aumentare l'appetito e spingere a mangiare per stress, rendendo più difficile placare la voglia di cibo. Conseguentemente all’aumento di questo ormone cortisolo avviene la produzione eccessiva di adrenalina e di dopamina, due neuropeptidi che stimolano molto il cervello, ingigantendo il senso della fame.
In conseguenza dell’aumento di questi tre ormoni la neuroipofisi induce il pancreas a produrre più insulina ciò comporta un aumento della fame e della produzione interna di grassi, che si depositano nelle cellule adipose facendo aumentare il peso corporeo. Le regolarità deve contemplare in ogni pasto la presenza di verdure, frutta, proteine, fibre e amidi derivanti anche da legumi. In questo modo lo stomaco si svuota più lentamente e si prolunga il senso di sazietà. Proprio la sazietà è la leva che viene sfruttata dai farmaci GLP-1 ottenendo il successo che hanno. Anche dedicare un tempo per consumare i pasti seduti a tavola è meglio che mangiare al volo magari più spuntini che poi sommati superano le calorie giornaliere consigliate.
Importante è fare un’attività fisica giornaliera anche solo le commissioni a piedi, le scale e quanto può aiutare a combattere la sedentarietà. È bene chiarire che durante la terapia con le “punturine dimagranti” nonostante gli effetti dimagranti occorre accoppiare sempre un regime alimentare dietetico personalizzato. In assenza di un corretto intake calorico si otterrà un blando effetto dimagrante e un aumento degli effetti collaterali negativi.