16/09/2026
🔥🔥🔥 𝐀𝐍𝐂𝐎𝐑𝐀 𝐔𝐍 𝐋𝐈𝐂𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐒𝐈𝐕𝐎!
Dal porto di Salerno alla Tecnam di Capua, la tutela della salute e della sicurezza sul posto di lavoro, in teoria un diritto, diventa nei fatti un motivo di licenziamento.
Venerdì 8 settembre, Giuliano Ben Youssef, nostro iscritto e membro tra i più combattivi del coordinamento provinciale di Napoli, si è visto recapitare la lettera di licenziamento dalla Tecnam Costruzioni Aeronautiche SpA, impresa che possiede una florida divisione commerciale in Israele e che dal 2022 è andata affermandosi nel settore della difesa, grazie a forniture e contratti militari di rilievo, come la dotazione dei velivoli P2006T impiegati per l’addestramento dei piloti dell’Aeronautica Militare italiana, ed attraverso una partnership strategica, di natura tecnologica e commerciale, con Leonardo S.p.A (per lo sviluppo della piattaforma di sorveglianza speciale P2012 sentinel SMP).
Tecnam è un’impresa che conta più di trecento operai e che in piena crisi economica, dal 2022 al 2025 ha conosciuto un 𝐢𝐧𝐜𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝟖𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐚 𝟏𝟏𝟏 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨 , 𝐞𝐝 𝐮𝐧 𝐢𝐧𝐜𝐫𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐧𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐚 𝟑 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐚 𝟕,𝟒𝟖 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨.
Numeri di tutto rispetto, per un'azienda che ha ritenuto di intraprendere una vera e propria crociata per eliminare un singolo lavoratore, evidentemente sgradito, dal momento che osava rivendicare il diritto di vedere tutelata la propria salute e la sicurezza nel luogo di lavoro .
Giuliano ha iniziato la propria lotta nel 2022, per l'insorgere di seri problemi di salute, in seguito al suo trasferimento in un reparto che lo stesso medico aziendale aveva ritenuto non idoneo alle sue condizioni fisiche per la presenza di resine e smalti che provocano al lavoratore gravi reazioni allergiche con rischio di shock anafilattico, come poi puntualmente si è verificato: 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐝𝐢𝐭𝐚, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐥'𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚 𝐡𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥'𝐢𝐧𝐜𝐨𝐥𝐮𝐦𝐢𝐭𝐚̀ 𝐟𝐢𝐬𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞.
Da allora, a seguito delle sacrosante doglianze di Giuliano, l’Azienda ha posto in essere una lunga serie di atti prevaricatori e ritorsivi, con assoluta sistematicità, per stroncare quello che riteneva essere un atteggiamento di ribellione all’autorità aziendale.
La risposta alla legittima domanda di vedere tutelata la propria salute, è stato il dispiegamento di un vero e proprio arsenale repressivo, il cui ultimo atto è stato il licenziamento disciplinare. Secondo l’impianto normativo in materia di sicurezza vigente in questo Stato, la sicurezza e la salute sono un diritto inalienabile di ogni lavoratore ed un preciso obbligo in capo al datore di lavoro.
Nonostante ciò, nuovamente, 𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐢 𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨 𝐂𝐨𝐥𝐥𝐢𝐧𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐒𝐚𝐥𝐞𝐫𝐧𝐨, 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐜𝐚𝐭𝐚 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐡𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐝𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐨𝐥𝐭𝐚 𝐥𝐢𝐜𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐬𝐢𝐠𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐨 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐫𝐨 𝐞𝐟𝐟𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐦𝐚-𝐢𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚, 𝐥’𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐨, 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐭𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐜𝐨, 𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐞𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐨.
Il logoramento delle condizioni fisiche, della salute, lo sconvolgimento o la perdita stessa della vita di chi lavora, sono un danno collaterale di scarsa rilevanza per le aziende di ogni settore, un costo da contenere e tagliare il più possibile: più alti sono gli utili, più profondo è lo spregio per la vita dei lavoratori e delle lavoratrici.
𝐂𝐡𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐚 𝐟𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐫𝐞, 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐢𝐮𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 "𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐞 𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐝𝐚𝐥𝐢" 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐩𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐞 𝐠𝐫𝐚𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐯𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚̀, 𝐯𝐢𝐞𝐧𝐞 𝐬𝐛𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐨 𝐟𝐮𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨: 𝐯𝐢𝐚, 𝐚𝐝 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐥𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐥’𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚𝐭𝐢.
Con un duplice vantaggio per il padrone: quello di neutralizzare ogni afflato di lotta creando paura nei lavoratori, per ripristinare un ambiente di lavoro muto ed obbediente, e quello di scendere sul terreno dei “tempi della legge”, un terreno da sempre sfavorevole per le limitate economie dei lavoratori.
👉👉👉𝐄̀ 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚!
𝐒𝐢𝐧 𝐝𝐚𝐥 𝐩𝐫𝐢𝐧𝐜𝐢𝐩𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐮𝐚 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐒𝐈 𝐂𝐎𝐁𝐀𝐒 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟓, 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐯𝐮𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐚 𝐞𝐬𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐆𝐢𝐮𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐨, 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐭𝐞𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐢𝐮𝐬𝐭𝐚, 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚, 𝐢𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨, 𝐢𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐞𝐝 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐓𝐫𝐢𝐛𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞.
Il suo licenziamento non può e non deve passare sotto silenzio!
SI COBAS - COORDINAMENTO PROVINCIALE DI NAPOLI