Verona, Valpolicella e Lago di Garda

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Verona, Valpolicella e Lago di Garda

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Parona di Valpolicella è una frazione del comune di Verona, che conta 3.563 abitanti. Parona nel passato è stata un porto importante sul fiume Adige, soprattutto come porta di ingresso a Verona per le merci provenienti dal nord Europa. Territorio
La cittadina, posta alle porte della Valpolicella, è attraversata da due strade principali provinciali parallele, la S.P. 1a del Brennero e la S.P. della Valpolicella, che raggiunge, fra gli altri, i paesi di San Pietro in Cariano e Sant'Ambrogio di Valpolicella. Storia
La prima documentazione scritta inerente Parona risale al Medioevo; più precisamente il documento più antico è dell'anno 954. Il paese era sotto il controllo dell'Abbazia di San Zeno la quale, nel 1165, lo infeudò ad una tra le più potenti famiglie veronesi: i Monticali. Parona, da sempre, rivestiva notevole importanza strategica in quanto posizionata sulla strada romana Claudio Augusta Padana - passaggio obbligato per tutti gli eserciti invasori. La nascita del Comune rurale di Parona risale alla seconda metà del Duecento. Le principali attività economiche erano di natura agricola, della lavorazione della pietra e della lana, oltre a tutte le attività collegate alla navigazione fluviale. Una data importante è la pestilenza del 1630, che dimezzò gli abitanti. L'Ottocento è il secolo delle dominazioni straniere e per Parona ci furono importanti novità; infatti si ricordano in quegli anni la nascita dell'asilo e delle scuole elementari, la ricostruzione della chiesa, la costruzione delle ferrovie Verona - Brennero e della Verona - Caprino e il passaggio del paese sotto il controllo della famiglia Alessandri. Nel Novecento si ricorda, in modo terribile, il bombardamento alleato del luglio 1944 che portò, come tutti i bombardamenti, morte e distruzione. Fonte
La descrizione sopra è presa dall'articolo di Wikipedia Parona di Valpolicella, - Parona di Valpolicella - Parona Di Valpolicella, Veneto, Italy Parona Di Valpolicella, Veneto, Italy — a Parona, Veneto, Italy.

Il 3 gennaio 1117 ci fu il più forte terremoto mai registrato nella Pianura Padana. È conosciuto come il terremoto di   ...
04/01/2026

Il 3 gennaio 1117 ci fu il più forte terremoto mai registrato nella Pianura Padana. È conosciuto come il terremoto di ed è uno dei primi sismi di cui si conoscono con certezza epicentro e magnitudo.

Il terremoto fu avvertito in un’area enorme, dalla Slovenia fino alla Francia, dal centro Italia fino alla Germania del sud. Questo fa capire quanto fu potente.

Le analisi moderne stimano una magnitudo di 6. 8 e un’intensità di IX grado sulla scala Mercalli nelle zone vicine all’epicentro, tra e Belfiore, vicino Verona. Alcuni studiosi pensano che ci siano stati due epicentri, uno nel veronese e uno nel cremonese. Quest’ultimo avrebbe causato danni pesanti a Cremona e in molte città emiliane, tra cui il crollo della cattedrale di Cremona.

Dopo il terremoto, ci furono molte repliche per tutto il 1117, peggiorando la situazione economica e sociale delle città colpite.

Verona e i paesi vicini videro crollare chiese, torri, mura e tante abitazioni. In molte città del nord Italia la distruzione fu tale da cancellare quasi tutte le tracce del periodo altomedievale.

Questa situazione portò a una grande ricostruzione in stile romanico, che si diffuse rapidamente in tutta l’area. Ma il vero dramma fu umano: si stima che nelle zone più colpite ci furono circa 30. 000 morti, un numero altissimo per l’epoca.

Le cronache raccontano anche strani eventi naturali. Negli Annales Sancti Disibodi si legge che il Po si sollevò “a forma di arco”. Gli Annales Hildesheimenses ricordano invece che il fiume Adige fu bloccato da frane in Val Lagarina per diversi giorni.

Ci vollero anni perché la zona si riprendesse. Ottone di Frisinga, che passò da quelle parti tra il 1141 e il 1146, racconta di crepe nel terreno, acque sulfuree che uscivano dal suolo, alberi sradicati e sorgenti intorbidite.

Il terremoto cambiò anche la politica: a Verona, la crisi aiutò l’ascesa di una nuova classe dirigente e portò alla nascita di una forma di autogoverno comunale, tra le prime in Italia.

Un evento che ha lasciato il segno, sotto tanti punti di vista.

Verona, Valpolicella e Lago di Garda - Verona, e Lago di

Il 3 gennaio 1117 ci fu il più forte terremoto mai registrato nella Pianura Padana. È conosciuto come il terremoto di Verona ed è uno dei primi sismi di cui si conoscono con certezza epicentro e magnitudo.

Il terremoto fu avvertito in un’area enorme, dalla Slovenia fino alla Francia, dal centro Italia fino alla Germania del sud. Questo fa capire quanto fu potente.

Le analisi moderne stimano una magnitudo di 6. 8 e un’intensità di IX grado sulla scala Mercalli nelle zone vicine all’epicentro, tra Zevio e Belfiore, vicino Verona. Alcuni studiosi pensano che ci siano stati due epicentri, uno nel veronese e uno nel cremonese. Quest’ultimo avrebbe causato danni pesanti a Cremona e in molte città emiliane, tra cui il crollo della cattedrale di Cremona.

Dopo il terremoto, ci furono molte repliche per tutto il 1117, peggiorando la situazione economica e sociale delle città colpite.

Verona e i paesi vicini videro crollare chiese, torri, mura e tante abitazioni. In molte città del nord Italia la distruzione fu tale da cancellare quasi tutte le tracce del periodo altomedievale.

Questa situazione portò a una grande ricostruzione in stile romanico, che si diffuse rapidamente in tutta l’area. Ma il vero dramma fu umano: si stima che nelle zone più colpite ci furono circa 30. 000 morti, un numero altissimo per l’epoca.

Le cronache raccontano anche strani eventi naturali. Negli Annales Sancti Disibodi si legge che il Po si sollevò “a forma di arco”. Gli Annales Hildesheimenses ricordano invece che il fiume Adige fu bloccato da frane in Val Lagarina per diversi giorni.

Ci vollero anni perché la zona si riprendesse. Ottone di Frisinga, che passò da quelle parti tra il 1141 e il 1146, racconta di crepe nel terreno, acque sulfuree che uscivano dal suolo, alberi sradicati e sorgenti intorbidite.

Il terremoto cambiò anche la politica: a Verona, la crisi aiutò l’ascesa di una nuova classe dirigente e portò alla nascita di una forma di autogoverno comunale, tra le prime in Italia.

Un evento che ha lasciato il segno, sotto tanti punti di vista.

Indirizzo

Verona
37121

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