La realtà più antica, perché forte delle sue origini ultracentenarie radicate nel territorio e nelle tradizioni, la più moderna perché da sempre votata alle innovazioni pionieristiche e sperimentali pur di ottenere un prodotto di altissima qualità destinato a un consumatore attento ed evoluto come quello odierno. L’inizio della saga familiare ha origine in Francia con una congiura di palazzo che v
ede il Conte Claude de Montresor fuggire in Alta Savoia. Spintosi successivamente fino ai colli Morenici del Garda, dove si stabilì assieme ai suoi familiari, Claude de Montresor diede nuovo impulso imprenditoriale alla viticultura del territorio così come faceva in Francia. Oggi il Castello di Montresor è ancora visitabile lungo la meravigliosa escursione panoramica dei Castelli della Loira, a testimonianza delle origini d’oltralpe della stirpe che da più di cent’anni si è però amalgamata nel tessuto sociale veronese. La nascita ufficiale della casa Vinicola si fa risalire al 1892 per volere di Giacomo Montresor, bisnonno dell’attuale generazione presente in azienda e fondatore di quello stile di produzione e gestione imprenditoriale che ha permesso l’evoluzione della cantina di pari passo con il mercato. Non dimentichiamo che il termine “pioneristico” non è certo abusato quando viene accostato alle Cantine Montresor perché nei fatti è stata tra le prime Aziende del veronese a imbottigliare i vini quando questa non era una pratica scontata, oppure tra le prime a valorizzare il Recioto secco imbottigliando un “Recioto Rustego Amaro” vendemmia 1946 che di fatto è riconosciuto come l’antesignano dell’Amarone, oppure tra le prime nel veronese a spumantizzare i vini in metodo charmat fin dal 1937. Sempre un passo avanti, ma saldamente ancorata alle tradizioni e indissolubilmente legata al mondo del vino di generazione in generazione, tanto da avvicinarsi a nuovi territori per recuperarne il patrimonio produttivo nel pieno rispetto delle tradizioni socio-culturali-economiche. Sono nate così nei decenni scorsi altre realtà produttive che hanno implementato la forza dell’Azienda madre a cominciare da Conti Wallenburg in Trentino, Vidussi nel Collio, Monti Guidi del Carmine in Abruzzo e De Bertiol in provincia di Treviso. Tutte Cantine che ripercorrono la filosofia Montresor in terroir diversi da quello originario veronese. La Cantina storica sorge a Parona di Valpolicella e occupa un’area di 12.000 mq. di cui oltre 8000 coperti e destinati alla produzione. Di questi ultimi circa 2800 mq sono di cantine sotterranee per l’affinamento e invecchiamento dei grandi vini rossi, mentre i granai che ospitano le uve in appassimento necessarie alla produzione dei vini quali il Recioto e l’Amarone, occupano una superficie di circa 1000 mq. Ogni anno la produzione si aggira sui 3.500.000 bottiglie, con una capacità d’ imbottigliamento di 5000 unità l’ora. Il 40% della produzione è venduta in Italia, mentre il 60% è esportato all’estero, dove i vini Montresor sono presenti in 55 Paesi del mondo da svariati decenni. Subito dopo la seconda guerra mondiale, Montresor è stato tra i primi Italiani a esportare negli Stati Uniti. Già prima però il suo vino era conosciuto anche oltre confine, prevalentemente in Francia e in Svizzera. Oggi i mercati di punta, oltre all’Europa, sono il Nord America (Usa e Canada), i Centro-America (Messico, Panama, Costarica e Carabi, Sud America, e Brasile), come anche alcuni paesi del pacifico, quali Giappone, Malaysia, Singapore ed Australia. La produzione privilegia i vini tipici di Verona e del Veneto: Soave, Valpolicella, Bardolino, Bianco di Custoza e Lugana ma soprattutto il Valpolicella Ripasso e l’Amarone. Si Tratta di una selezione di vini esclusivi e di gran prestigio, le cui uve provengono da vigneti di proprietà o da conferitori vincolati al “Monopolio Montresor”. Di grande interesse e sempre più richiesti sono gli spumanti. Primo fra tutti il “Brut Millesimato”: una nobile e intrigante bollicina ottenuta dalla vinificazione del solo vitigno Pinot Noir con l‘esclusivo metodo Charmat Lungo Montresor. L’Azienda è certificata ISO 9001/08 (Qualità) e 14.001 (sostenibilità ambientale). Da due anni, le Aziende di famiglia, partecipano, assieme ad alcuni altri produttori di spicco, al progetto “MAGIS”, che vede impegnati i leader della viticoltura italiana nell’implementazione di un sistema di qualità ed ecosostenibilità dal vigneto alla bottiglia. La quarta generazione dei Montresor “vinattieri” è più che mai amica della natura ed “ecofriendly”.