10/12/2025
Dissero che era pazzo. La sua sincerità la chiamarono follia. La sua autenticità venne derisa. Perché in un mondo di maschere era troppo sincero, autentico e VERO.
Era nato ad Agrigento, in una terra, la Sicilia, che contava meno di zero. Da ragazzo osservava tutto: i volti, le parole non dette, i silenzi che pesano più dei discorsi. Studiò a Palermo, a Roma, perfino in Germania. Cercava qualcosa. Forse una risposta. Forse una verità. Forse tutte le verità che nessuno aveva il coraggio di dire. «Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante MASCHEREe pochi volti». Poi arrivò la vita, dura, spietata. Un disastro economico. Una casa distrutta. E soprattutto Antonietta, una bella siciliana dagli occhi scuri e dallo sguardo malinconico.
Lui la amava molto. Lei soffriva tanto. Si erano conosciuti giovanissimi, due ragazzi pieni di speranze e di sogni. Ma poi lei si ammalò e p***e la ragione. Divenne follemente gelosa. Lui le rimase accanto, anche quando nessun altro lo avrebbe fatto. Perché amare significa prendersi cura. Ma alle volte anche l’amore non basta. Antonietta era figlia di quella «cultura dell’onore e della gelosia» che aveva spinto sua madre a morire di parto pur di non farsi toccare da un uomo, anche se medico.
Il ricordo di Antonietta, perduta per sempre, lo tormenta e lui allora trasforma la sua tragedia in arte. Ecco come nacquero quelle opere straordinarie che si chiamano «Il fu Mattia Pascal», «Uno, nessuno e centomila», «Sei personaggi in cerca d’autore». Libri che non furono soltanto libri ma opere di DENUNCIA contro quelle cose assurde che si chiamano ipocrisia, morali, perbenismo e convenzioni.
Gliene dissero di tutti i colori. Ma lui continuò a smascherare le ipocrisie. A ridere delle convenzioni. A dire che la verità non è mai una sola. Ci ha insegnato che la forza non sta nell’essere perfetti, ma nell’essere veri. Che la bellezza nasce quando lasciamo cadere la maschera. E che non è mai troppo tardi per diventare chi vuoi essere. Perché «ciò che il bruco chiama fine, il resto del mondo lo chiama farfalla».
Guendalina Middei, Professor X (➡️ Se volete leggere altre storie come questa, qui trovate un estratto del mio «Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera» che ho scritto per farvi innamorare della letteratura come me ne sono innamorata io: https://www.amazon.it/innamorarsi-Karenina-leggere-classici-lezioni/dp/8807174359