10/15/2026
Calabrian farmers are suffering, and the halts and strikes have been growing since beginning the end of September. Something must change… the fuel prices are unsustainable and Italy will lose many authentic small producers if not.
Gli autotrasportatori calabresi fermano i mezzi dalla mezzanotte di oggi fino a quella di martedì 20 ottobre. Il fermo regionale è stato proclamato da Fedralog Calabria, la Federazione autotrasporti logistica, per denunciare il caro carburante, l’aumento dei costi di gestione e tariffe di trasporto ritenute insufficienti a garantire la sostenibilità delle imprese. L’elenco diffuso dagli organizzatori indica 17 punti di presidio nelle cinque province, distribuiti tra snodi logistici, uscite autostradali, aree industriali e incroci strategici per il trasporto delle merci.
Nel Reggino i punti sono due: il porto di Gioia Tauro e Grotteria Mare, allo svincolo della strada statale 682 Jonio Tirreno. Nel Vibonese le postazioni sono Vibo Marina, lo svincolo di San Onofrio e Vazzano. Il Catanzarese ne conta il maggior numero: l’area dell’aeroporto di Lamezia Terme, Marcellinara, Vena di Maida, Falerna e le località Caraffa San Floro e Caraffa. Nel Crotonese è segnalato un solo presidio, in località Passovecchio. Nel Cosentino l’elenco comprende Sibari, Frascineto e Villapiana, all’uscita autostradale. Sulla statale 18 sono indicati il tratto dell’Alto Tirreno cosentino tra Santa Maria del Cedro e Tortora, senza specificare il luogo di concentramento, e Guardia Piemontese. Sono previsti presidi anche a Montalto Uffugo, Cosenza Nord e Rende, con circa cinquanta camion, e a San Lucido, presso la rotonda.
Intanto la distribuzione di carburante mostra serie criticità. A Cosenza la gran parte delle stazioni di servizio ha esaurito le scorte di benzina e diesel. Dopo una giornata di lunghe code e di circolazione paralizzata, i distributori che hanno ancora carburante sono stati presi d’assalto anche questa mattina. La crisi è legata alle proteste degli operai Ilva davanti alla raffineria di Taranto e al blocco dell’autotrasporto annunciato proprio in Calabria. Il problema si estende ad altre province. A Lamezia Terme i distributori Eni, che praticano prezzi più bassi, sono chiusi per scorte esaurite, anche per le mancate consegne dovute al blocco alla raffineria di Taranto, da cui dipende l’approvvigionamento del Sud Italia. Restano aperti gli impianti con prezzi più alti, e molti automobilisti fanno scorta per i prossimi giorni.
Sul piano nazionale, il presidente di Conftrasporto Pasquale Russo ha chiesto la convocazione urgente delle associazioni dell’autotrasporto da parte del governo. In caso contrario, ha detto, si dovrà valutare un fermo nazionale e “si bloccherà il paese”. Russo ha riferito di proteste spontanee, “non governate e non proclamate dalle associazioni di categoria”, in alcune aree del Paese, che si stanno allargando perché trasportatori di altre zone, soprattutto del Mezzogiorno, si organizzano per fare blocchi stradali. Ha indicato un aumento di oltre 50 centesimi al litro dall’inizio della guerra e ha chiesto che si dia seguito all’accordo siglato con il governo a maggio.