03/10/2026
COLDIRETTI SICILIA - BENE IL PERCORSO SULLE ASSICURAZIONI MA SERVONO RISPOSTE IMMEDIATE SU GRANO GASOLIO E VINO
PRONTI ALLA MOBILITAZIONE
Coldiretti Sicilia valuta positivamente il percorso avviato perchè l'agricoltura dell'Isola abbia un'ampia copertura assicurativa in un momento segnato da eventi atmosferici sempre più estremi e imprevedibili. La protezione delle aziende agricole rappresenta una priorità assoluta per garantire la stabilità e la continuità produttiva del settore.
Lo ha sottolineato Francesco Ferreri, presidente regionale Coldiretti intervendo oggi all'incontro organizzato dall'assessorato regionale dell'Agricoltura sulla protezione delle colture che si e svolto a Catania al Palazzo del Governo.
Ferreri ha poi ribadito le emergenze che hanno bisogno di soluzioni immediate.
Massima fermezza è stata espressa riguardo al comparto cerealicolo. Ferreri ha ribadito il rispetto urgente e integrale degli impegni presi con i capigruppo all’A.R.S nell'assemblea del primo luglio scorso.
I dati testimoniano un quadro drammatico: negli ultimi anni in Sicilia si sono persi circa 10.000 ettari di superficie coltivata terreni oggi abbandonati e preda di incendi e degrado.
Stiamo rischiando di compromettere un comparto strategico per la nostra alimentazione, per la salubrità delle produzioni e per il presidio idrogeologico del territorio. Ha detto Ferreri.
I fondi finora decretati per contrastare il caro gasolio, che continua a gravare pesantemente sui costi di produzione delle imprese, sono un primo importante passo ma bisogna rimpinguarli.
Grande attenzione anche per il comparto vitivinicolo. Nonostante l’eccellente qualità dell’ultima vendemmia, i viticoltori si trovano ad affrontare un pesante calo produttivo che mina i bilanci aziendali.
Ferreri ha sottolineato l’urgenza di procedere con la distillazione del prodotto non commercializzabile, garantendo così un sostegno economico immediato alle aziende per consentire loro di affrontare la prossima campagna agraria.
Gli agricoltori non sono più disposti ad aspettare - ha concluso Ferreri - e siamo pronti a scendere in piazza perchè il settore agricolo non è negoziabile.