09/09/2026
Beni beniu, Cabudanni
Settembre è un nuovo inizio.
Finisce il tempo lento dell’estate e le terre chiedono attenzione e cura. Si preparano i campi per le nuove semine, riprendono i lavori e comincia un nuovo anno agrario.
Non molti anni fa era il momento in cui le comunità si stringevano assieme per far fronte al lavoro che si accavallava tra casa e campagna. Quando servivano più mani arrivavano le faidoras , donne che aiutavano a fare il pane, nel forno familiare o nel forno comune del paese.
Il lavoro delle faidoras era faticoso, per ore lavoravano la pasta con la sola forza delle braccia e delle mani.
Le donne sempre presenti, nei campi, nelle famiglie, nella trasformazione dei prodotti, nella custodia dei saperi e nella cura delle comunità. Una presenza fondamentale, non sempre raccontata e riconosciuta.
Proprio a loro le Nazioni Unite hanno dedicato il 2026, Anno Internazionale della Donna Agricoltrice: un anno per rendere visibile il contributo delle donne a tutto il sistema agroalimentare e, soprattutto, per richiamare l'attenzione sulle disuguaglianze che ancora oggi incontrano nell'accesso alla terra, alle risorse, alla formazione, alla tecnologia e alle opportunità economiche.
Non è soltanto una celebrazione. È un invito a riconoscere il lavoro che c'è sempre stato e creare condizioni migliori per quello che verrà.
Per Terre Ritrovate sarà anche l'occasione per incontrare e raccontare, durante questo nuovo anno agrario, le donne della nostra rete: le loro storie, il loro lavoro, i prodotti e i saperi che continuano a tramandare.
Perché un nuovo anno della terra può cominciare anche così: dando voce a chi, ogni giorno, se ne prende cura.