28/10/2026
Chi decide se un prosciutto può chiamarsi "Parma"?
Non noi.
È una delle cose che spieghiamo più spesso a chi viene a trovarci, e vale la pena dirla anche qui.
Dopo 14 mesi di stagionatura arriva un esperto incaricato dall’ente certificatore. Controlla ogni singola coscia con un ago ricavato dall’osso di cavallo: lo infila nella carne, lo estrae e annusa. L’osso di cavallo assorbe e rilascia i profumi in fretta permettendo di capire in pochi secondi se la stagionatura è andata come doveva.
Non c’è strumento che sostituisca quel gesto, e non c’è modo di aggirarlo.
Solo le cosce che superano l’esame ricevono il marchio a fuoco con la corona ducale a cinque punte. Le altre non possono chiamarsi Prosciutto di Parma, e non lo saranno mai.
Questo controllo non lo facciamo noi e non possiamo influenzarlo. È esattamente per questo che vale: la garanzia non è la nostra parola, è un controllo esterno su ogni singolo pezzo.
Siamo associati al Consorzio del Prosciutto di Parma dall’inizio dell’attività, dal 1968. Da allora ogni prosciutto che esce dalle nostre cantine è passato da lì.
www.simoniniprosciutti.com